Di Eleonora e Michael
Credevamo di aver finito.
Ma poi una cosa tira l'altra e ci si mette a parlare di tutto, della vita, di filosofia, di ricordi e si ritorna sempre lì, in cucina.
È cominciato tutto quando abbiamo scoperto il Rohu per questa ricetta. L'Ashkenazi in astinenza si era assicurato il gefilte fish vero per il resto dei suoi giorni indiani. Perchè "non è Shabbat, senza", dovete saperlo.
Poi sabato arriva la domanda:
-Ma che altro si fa, in Ashenaziland, con la carpa?
-In Polonia, ci si fa una zuppa, la Zupa Rybna. Nonna Rivka la faceva spesso.- È stata la risposta.
Inutile dire che stamattina siamo andati di nuovo al mercato del pesce per comprare un bel Rohu.
E a cercare come due forsennati le famose radici di prezzemolo, che mentre nella penicilina ebraica ne avevamo potuto fare a meno, qui ci andavano per forza.
Il fruttivendolo abituale, quando gliele ho richieste, ha detto subito -sì, certo! Avevo dimenticato di dirglielo, adesso ce le ho-, è sparito, è anadto nel retrobottega ed è tornato con due radici bellissime, profumatissime, freschissime, bianchissime.
La Zupa Rybna di Nonna Rivka era assicurata. Eravamo entrambi emozionati, propabilmente lui di più.
Ma non è un brodetto. È una zuppa, vera e propria. Anzi, una minestra, se vogliamo essere specifici.
Ma la nota acida c'è. Rivka metteva l'aceto di vino rosso. Trovato anche quello, oggi è il nostro giorno fortunato, nessuno potrà fermarci.
È una ricetta povera, antica, senza nessuna tecnica speciale. Tutto cuoce nella stessa pentola, non si fa nessun fumetto, non ha nessun ingrediente ricercato e nessun misto di pesce, solo carpa.
Nei periodi più grami, Rivka la faceva con sole teste di carpa, ricuperate dai pescivendoli, grazie alla pigrizia di chi non sa o non vuole sfilettarsi il pesce da solo.
Le verdure che abbiamo usato sono quelle che non possono mai mancare, ma in aggiunta, a seconda della stagione, la nonna usava i piselli in primavera, i peperoni rossi d'estate e le rape d'inverno.
L'unica libertà che ci siamo permessi sulla ricetta originale è l'uso dell'olio extra vergine di oliva, che dubitiamo che la nonna usasse all'epoca.
L'abbiamo mangiata in silenzio, come non accade spesso, ognuno nei suoi pensieri. Michael perso nei suoi ricordi di questa figura così importante e centrale della sua vita. Io cercando di immaginarla, con un grembiule bianco e il nipote costantemente tra i peidi.
Non è un brodetto, ma non potevamo non condividerla.
Zupa Rybna
Ricetta di nonna Rivka Shlonsky
Per 6 persone
olio extra vergine d'oliva
1 cipolla bianca
1 porro (solo la parte bianca)
2 gambi di sedano
2 patate
2 grosse carote
2 radici di prezzemolo
3 rametti di timo fresco
60 ml di aceto di vino rosso
1 cucchiaino abbondante di paprika
pepe nero macinato al momento
sale
100 g di grano saraceno
1 carpa da 1,5 kg (Rohu indiano)
Una manciata di prezzemolo tritato
Eviscerare e sfilettare il pesce. Tagliare i filetti in tocchetti.
Tritare al coltello la cipolla, affettare finemente il porro e i gambi del sedano.
Lavare, pelare e tagliare in pezzi da circa 2 cm tutte le verdure.
Tritare il prezzemolo finemente al coltello.
In una casseruola capiente, scaldare l'olio e soffriggere dolcemente la cipolla con il sedano e il porro. Quando le verdure diventano morbide, aggiungere il resto degli ingredienti, tranne il prezzemolo. Cuocere per una mezz'ora, o fino a che le patate e il grano saraceno saranno cotti, ma non sfatti.
A questo punto, aggiungere il pesce e cuocere coperto circa 5 minuti. Rettificare di sale se necessario.
Spegnere il fuoco, aggiungere il prezzemolo e servire calda.
Con questa ricetta partecipiamo al MTC di Marzo 2016, Il Broeto di Anna Maria



