C'era un uomo vestito di bianco che passeggiava fuori fino a qualche giorno fa. Aveva lo sguardo freddo e il sorriso spento, sulle sue spalle, un mantello grigio plumbeo. L'ho visto arrivare qualche mese fa, sedersi nel giardino secco, sulla neve che nasceva dalle sue mani e nel vento freddo che partiva dal suo respiro.
E l'ho visto poi camminare lentamente a sguardo basso verso l'uscita, con i prmi raggi tenui di sole un mattino di marzo.
Poi timidamente e in punta di piedi lei ha cominciato a camminare, senza far rumore le ha strizzato l'occhio la dove lo ha incontrato, donandogli un rametto di cotogno giappponese, dai fiori rosso acceso al quale aveva tolto le spine con cura, per augurargli buon viaggio.
Lei arriva piano piano, la sua presenza si nota di colpo, per i colori e le sfumature del suo vestito, i suoi occhi azzurri limpidi e il manto verde che porta con se, colorando il monto intorno per dove passa.
Si dice che sia vecchia quanto l'universo e che giri il mondo pian piano a piccoli passi con il suo vaporoso abito e i capelli arruffati dal vento, ricci come nidi di uccelli che tornano da terre lontane.
Lei canta e cinguetta con loro e regala fiori. Ne ha un cesto pieno, sembra che sia un cesto magico perchè non è mai vuoto. Regala un fiore a chi lo chiede, a chi ne ha bisogno, ma mai lo stesso per tutti, ognuno riceve il suo, con una certezza unica che nessun altro lo riceverà per lo stesso uso in tutta la Terra.
Una violetta per addolcire la vita di una donna solitaria che respira tristezza e che saprà candirla talmente bene da inzuccherare la sua esistenza e scacciare l'amarezza.
Un non ti scordar di me per quel ragazzo dai capelli cortissimi che parte armato verso l'ignoto, in nome di una bandiera e per lei, che in lacrime guarda allontanare il treno con una speranza nel cuore.
Un tulipano rosso, per un giovane amore che sboccia fra deserti di sentimenti, sulle ceneri di disperazioni antiche.
Un croco bianco, per la purezza di una nascita, una nuova vita che arriva in un grido a squarciagola. Un esistenza che germoglia dopo il dolore, l'allegria di una madre che stringe la sua piccola fra le braccia per la prima volta.
A me ha dato una primula, giusto quel giorno in cui mi sono accorta che l'uomo vestito di bianco si allontanava a passo stanco. Me l'ha donata in segno di porta fortuna per la vita che cambia di nuovo, che ci porta lontano verso un'altra avventura.
La signora che regala fiori e l'uomo vestito di bianco si sono incontrati sul viale, incrociati e salutati.
Inverno e Primavera si incontrano tutti gli anni allo stesso posto a marzo, si stringono le mani come vecchi amici e riprendono il loro cammino in direzioni contrarie.
La bella signora si è seduta nel giardino e per voi ha lasciato questi.
Mi raccomando, fatene buon uso.
Tutte le foto contenute in questo post sono state scattate la settimana scorsa nel mio giardino a Bourges e in quello di mio suocero a Orléans. La primavera è arrivata nel centro della Francia.
2 piccole melanzane
3 zucchine
2 spicchi d'aglio
due rametti di menta
olio evo
250 gr di mascarpone
2 uova
100 ml di latte
100 ml di panna
sale e pepe
150 gr di caprino
Lavare e affettare le verdure. Far dorare le melanzane nell'olio d'oliva e disporle sul fondo di un piatto da gratin. Far scaldare dell'olio e far saltare un po' in padella le zucchine insieme alla menta tritata e l'aglio, far cuocere un poco fino a che diventinio tenere, ma non troppo. Disporle come un nuovo strato sopra le melanzane. A parte, mischiare il mascarpone con le uova, la panna, il latte, sale e pepe e bagnare le verdure con il composto ottenuto. Adagiare le fette di caprino.
Infornare a 180° per circa mezz'ora.
Con questa ricetta primaverilepartecipo volentieri al primo contest di Aria



















