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venerdì 15 aprile 2011

Penne all'aroma del Mediterraneo...ricordi di una studente italiana in Costa Rica

Non avevo mai fatto un corso di spagnolo. Ero in Costa Rica da quattro mesi e appena sapevo dire a stento buenos dìas e capire il senso di quel che mi si diceva. Ma mi ero messa in testa che dovevo assolutamente iscrivermi all'università, perchè non volevo perdere tempo e anche perchè il mio spirito socievole aveva bisogno di incontrare gente diversa. E per farla ancora più complicata, ovviamente, senza quasi un briciolo di lingua dovevo iscrivermi alla facoltà di Giornalismo, per seguire quel sogno che avevo sin da piccola quando giocavo con taccuino in mano e microfono di cartone.
Inutile dirvi che i primi tempi furono un disastro. Il primo giorno uscii in lacrime dalla prima lezione, pronta ad abbandonare tutto, perchè non capivo nulla di quel che diceva il prof.  
Ma chi la dura la vince.
Quel pezzettino di carta che dice che sono laureata in giornalismo (con tanto di summa cum laude e una media di 98,6 su 100 sul libretto) l'ho avuto dopo quattro anni di studio serio e intenso, di lavoro in sezione investigativa di un quotidiano e anche ovviamente, qualche piccolo eccesso normale per l'età.
Io e mio fratello Diego rimanevamo spesso soli per qualche settimana, e i fine settimana organizzavamo delle feste tipo culto a Bacco e Dionisio, in cui anche il cane conobbe le patatine chips inzuppate nel rum giamaicano invecchiato. Rhum e birra a parte, a tutti e due ci piaceva cucinare e cercavamo di impressionare i nostri amici con la nostra cucina italiana, quando ne trovavamo gli ingredienti. 
Ci rendemmo presto conto che per molti costaricani la pasta si condiva con il ketchup, i tortellini si friggevano direttamente dal pacchetto e che per vedere se gli spaghetti erano cotti, si lanciavano al soffitto, se rimanevano incollati, allora andavano bene... per non parlare delle foglie di coriandolo nell'amatriciana scotta, e panna a fiumi in una sottospecie di carbonara, e quindi cercavamo di prenderli per la gola con quello che riuscivamo a trovare per mostrar loro cos'era la vera cucina italiana.

Il mio cavallo di battaglia all'epoca era questo:





Penne all'aroma del Mediterraneo

Ingredienti per 2 persone (come piatto unico)
2 pomodori maturi 
olio extra vergine d'oliva
mezza cipolla
200 gr di penne ziti rigate 70 Garofalo
2 zucchine piccole o una grande
qualche acciuga
olive nere
un pizzico di peperoncino (io marca Senaldi)
basilico secco (od origano)
sale



Tagliare il "cappello" ai pomodori e svuotarli con un cucchiaino. 
Tagliare a pezzetti la polpa. 
Tritare la mezza cipolla e tagliare a cubetti le zucchine.
In una padella far scaldare l'olio, e soffriggere la mezza cipolla insieme alle acciughe. Unirvi la polpa dei pomodori, il basilico, il peperoncino e un po' di sale, lasciar cuocere per una decina di minuti e poi aggiungere le zucchine e cuocere per altri cinque minuti.. Nel frattempo si è fatto cuocere la pasta in abbondante acqua salata. Condire la pasta con la salsa e versarne una parte nel pomodoro che si accomoderà al centro di ogni piatto, mettendo il resto della pasta intorno.

Una bella figura in 20 minuti circa, dipendendo poi dell'organizzazione di ognuno. Io metto a bollire l'acqua prima di cominciare a tagliare i pomodori, così quando la salsa è pronta, lo sarà anche la pasta.



QUESTA RICETTA HA VINTO IL PRIMO PREMIO DEL CONCORSO


Grazie a Gianni, per il pensiero di avermi mandato la pasta per poter partecipare a questo contest! Hai visto? ci ho usato pure il tuo peperoncino!