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venerdì 25 febbraio 2011

Cake al mascarpone, cocco e ciliegie...e le strane piante del giardino di casa

Immaginate una casa bianca, immersa nel verde, fra i monti Aurunci e il Mar Tirreno. Alle sue spalle dolci colline che d'estate si vestono di ginestre e di fronte sua maestà il mare con i profili irregolari delle isole pontine, che si disegnavano in sagoma nei giorni più chiari.
Aveva un gran giardino, un oliveto, una piccola vigna, un orticello, una pergola di glicine fiorita in primavera, erbe aromatiche, geranei tutto l'anno e bambini temerari che passavano le ore giocando sui rami del gran carrubo.
E c'era un cespuglio di rosmarino, che anno dopo anno cresceva smisuratamente, sotto il quale nelle ore calde un certo pastore tedesco dormiva...quanto sapeva di buono abbracciare quel cane!
Ai lati del vialetto, fra il cancello verde e la casa, le margherite si alternavano alla lavanda, in grandi fioriere bianche, formando uno spettacolo indimenticabile nell'epoca in cui ambe fiorivano.
Era un'epoca in cui l'olio si faceva portando le olive al frantoio, era aromatico, verdognolo, e genuino, e sul pane fatto in casa con un poco di sale diventava la merenda perfetta.
Gli agrumi vari bastava allungare una mano per coglierli e una piccolissima produzione di vino si faceva in famiglia, e respiravamo tutti quell'aroma di mosto inebriante e la gioia, e la vita a pieni polmoni. Una volta ci lasciarono anche pestare l'uva con i piedi, come gli antichi, e papà etichettò le bottiglie con il nome di PIEDATO DOP (denominazione di origine piedata), erano gli ormai lontani anni ottanta, eppure quel vino rosso nessuno l'ha mai dimenticato.
Ma insieme ai carciofi e la bieta che crescevano da soli al bordo del fossato senza che nessuno li avesse piantati, c'erano in quel giardino anche piante molto strane. Una sarebbe dovuta essere una vite di uva fragola, che faceva fiori e acini verdi che poi sparivano nel nulla al maturare. Sembra che nessuno sia mai riuscito ad assaggiarne mai neanche uno, ma il fatto strano era che attaccati alla dolce vite, si trovavano solo i raspi...vuoti, la pianta ricevette in fatti il nome di uva "raspina".
E poi c'era il ciliegio...un'incantevole nuvola rosa in fiore, quei fiori che si trasformavano in ciliegie verdi che poi correvano la stessa sorte dell'uva fragola. Sparivano nel nulla nel momento in cui nessuna traccia di verde rimaneva su di loro. Insomma, l'uva fragola e le ciliegie evaporavano o erano mangiate da qualche animale, probabilmente un uccello, o almeno, quella era la conclusione alla quale era arrivato mio padre dopo vari anni di seguito che accadevano questi strani fenomeni. 
Passarono parecchi anni prima che in famiglia si sapesse che in realtà quell'animale aveva sì due zampe, ma non era assolutamente pennuto e che da grande, avrebbe scritto questa storia su un blog di cucina...

All'aggiungere le ciliegie in quest'impasto non ho potuto fare a meno di ricordare quel famoso albero e fra risate e nostalgia, un paio di lacrime sono scivolate fra gli ingredienti e adesso non so se è stato quello a rendere questo cake così soffice e buono.



Per un cake di 26 cm
150 gr di farina
150 gr di cocco macinato
200 gr di zucchero
250 gr di mascarpone
4 uova
100 ml di latte
1 bustina di vaniglia in polvere
1 bustina di lievito
300 gr di ciliegie in conserva al naturale

Riscaldare il forno a 210° e imburrare e infarinare uno stampo da cake. Lavorare il mascarpone da solo per qualche secondo, giusto per ammorbidirlo, aggiungere lo zucchero e lavorarlo ancora per un minuto. Aggiungere quindi le uova, un uovo alla volta, aspettando che il precedente sia completamente amalgamato all'impasto. Aggiungere la farina setacciata mischiata al cocco e il lievito e mischiare ancora e poi aggiungere il latte, lavorare ancora un poco. Alla fine con una spatola mischiare per incorporare le ciliegie.
Infornare a 210° per 5 minuti e abbassare poi a 180° e continuare a cuocere per circa 30-35 minuti. Fare la prova stecchino per sicurezza.



Con questa ricetta partecipo volentieri al primo contest di Aria



lunedì 14 febbraio 2011

Torta alla frutta...e il buco della ciambella

Mamma.... ma se Mattia è il maggiore  e Lorenzo è il beniamino, io che sono?- chiede Pablo con gli occhi umidi e l'espressione di chi dipende dalla risposta come se da essa fosse condizionato il resto della sua vita.
Ci penso un attimo, credo che per lui sia importante, lascio perdere quel che sto facendo e lo guardo negli occhi, quasi a perdermi in quelle nere profondità con le quali guarda il mondo.
Tu, amore...tu sei il buco della ciambella!
Pablo fa un passo indietro, arricia il labbro inferiore e mi guarda prima in cagnesco e poi un velo di tristezza raggiunge la sua espressione.
Nel buco non c'è niente- dice amareggiato, mi da le spalle, fa due passi per andarsene. Lo prendo per una mano, lo invito a venire con me in cucina.
Vieni e ti spiego- gli dico e uno scarabocchio di sorriso si disegna brevemente sul suo viso. Tutti lo sappiamo, l'invito in cucina per Pablo è impossibile da rifiutare, anche nei peggiori momenti.
Il gomito appoggiato al piano di lavoro,  la mano sull'orecchio, le dita della mano destra che giochicchiano con le zollette di zucchero...la faccia di chi attende qualcosa...
Prendo uno stampo a ciambella e inizio a imburrare e infarinare, mi guarda indispettito, la sua occhiata dice tutto senza parole: uffa mamma con sta ciambella!
Decidiamo insieme gli ingredienti e gli faccio fare quel che vuole. Rompere le uova gli piace da morire e guardare la planetaria che gira e trasforma in crema gli ingredienti che aggiunge piano piano, con pazienza rispettando le indicazioni.
Quando sformiamo la ciambella, dorata e colorata dai pezzetti di frutta è venuta l'ora i spiegargli cosa volevo dire.
Guarda- gli dico mentre prende posizione per fare attenzione, stavolta tutti e due i gomiti sul piano di lavoro, le mani sorreggono il mento- facciamo finta che la ciambella siamo io, Fred, Mattia e Lorenzo...che sarebbe di noi se non ci fosse il buco? Il buco è quel che fa di una torta qualsiasi, una ciambella. È il punto di riferimento, ciò che la sostiene. È giusto in mezzo, ne è il cuore e no, non è solo aria, non è vero che non c'è nulla, anzi... nel buco c'è tutta la ciambella, è quel che la rende speciale.
Che sarebbe di una ciambella senza buco? Che saremmo noi, senza te?
Pablo mi abbraccia forte, fortissimo. Annusa la torta ancora calda.
Va bene mamma, ho capito- dice con un sorrisino che si torna poi birichino- ma io mi mangio la ciambella; il buco lo lasciamo a Mattia.





Ingredienti per una ciambella alla frutta
125 gr di burro
125 gr di zucchero
3 uova
200 gr di farina
1 pizzico di sale
una bustina di lievito
200 gr di papaya candita
2 pere
4 mele
Buccia grattuggiata e succo di un'arancia e due pomplemi

Abbiamo tagliato finemente tutta la frutta e messa a macerare un poco nei succhi di arancia e pompelmo, insieme alle bucce grattugiate. Le abbiamo lascite li una mezz'ora, giusto per far ben inumidire la papaya candita. Nel frattempo avevamo tolto il burro dal frigo, per farlo rammollire un poco, e avevamo pesato tutti gli ingredienti e acceso il forno a 180°.





Poi abbbiamo cominciato a lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema e aggiunto le uova, una ad una, senza cessare di lavorare il tutto. Abbiamo aggiunto piano piano la farina, mischiata al sale e il lievito e poi con una spatola, abbiamo avvolto tutta la frutta nell'impasto, e messo in forno per circa 45 minuti.





La torta è venuta deliziosa, il pompelmo, che non avevo mai usato in un dolce, gli ha dato un sapore diverso e stuzzicante. Ci è venuta molto umida e soffice, forse avremmo dovuto togliere l'eccesso di succo di agrumi prima di mettere tutta la frutta nell'impasto, lo lascio a vostra scelta, a noi è piaciuta tanto, diventa più una frutta alla torta, che una torta alla frutta...ma il risultato di sapore è delicato e una consistenza originale mai vista prima. Esperimento riuscito, bambino contento...che voler di più?





Con questa torta io e Pablo partecipiamo al contest Qui si cucina con il cuore di Il cucchiaino di Milù.


mercoledì 15 dicembre 2010

Cake alla frutta e relative disavventure

La circolare che annunciava il mercatino di Natale della scuola dei bambini è arrivata con una settimana e mezza di tempo e chiedeva collaborazione ai genitori nella confezione di qualche dolce da vendere in porzioni, per aiutare il fondo della scuola.
L'ho girata e rigirata fra le dita, pensando e ripensando in che dolce avrei potuto fare. Volevo fare qualcosa di assolutamente brillante, qualcosa del quale Pablo e Mattia sarebbero stati fieri ma non essendo troppo esperta in Natale, non sapevo da dove cominciare. Ho comprato di tutto, dai marchmallows per un eventuale fondant, al cacao, al cioccolato ai coloranti alimentari liquidi che si sono rivelati poi di terribile qualità. 
Alla fine, immersa fra vari ingredienti, ho fatto correre il tempo, pensando ad altro quando mi son ritrovata domenica scorsa a pensarci su: martedì è il mercatino di Natale di scuola... mo mi metto a colorare un poco di zucchero...non si sa mai, magari faccio dei biscottini con lo zucchero colorato... tre ciotoline, rosso, verde e giallo. oh che belli questi colori...!!
Le ultime parole famose...
Lunedì mattina il bel verde Natalizio era diventato verde acqua, il rosso, un rosa strano e il giallo oro...un colore inspiegabile, che sembrava tipo il color carne delle calze spesse delle nonne.
Come se qualcuno ci avesse messo la varichina nel mio bello zucchero coloratissimo vivissimo.
Insomma....e io per domani che faccio?
Natale...chi era costui?
Il lampo di genio è arrivato in tempo...ma sì! dei cake alla frutta, da quel che ho visto in giro nei blog sono natalizi!!!  Ma ne ho di frutta?? Apri qui, racimola di la, una bustina aperta di qui, mezzo pacchettino di la..toh, anche delle goccine di cioccolato, e perchè no?? saranno natalizie pure quelle? boooh e che ne so io di Natale!
insomma, facendola breve, alla fine son riuscita a racimolare ingredienti sufficenti per inventarmi due cake alla frutta con l'ennesima disavventura di avere una sola tortiera a forma di cake... quindi...doppio lavoro, ma ne è valsa la pena.



Ingredienti per un cake
125 gr di burro
125 gr di zucchero
3 uova
200 gr di farina
5 gr di lievito in polvere
1 pizzico di sale
300 gr di frutta secca e frutta candita (ho fatto un misto con mandorle intere, noci, cranberries, albicoccche, ananas, papaya, uva passa e gocce di cioccolato)
zucchero RI-colorato

Innanzi tutto come sempre, accendere il forno prima di cominciare a lavorare. A 180°. Montare lo zucchero e il burro fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea, quindi aggiungere le uova una ad una, mischiando bene prima di ogni aggiunta. Mischiare a parte la farina con il lievito e il sale e varsarla poco a poco nella preparazione di burro. Incorporare la frutta. Versare in una tortiera a forma di cake imburrata e infarinata, cospargere di zucchero colorato e infornare a 180° per 25 minuti, poi abbassare a 120° e cuocere ancora per un'ora.


Alla fine li han venduti a 50 cents a porzione...e sono andati a ruba!