Mamma.... ma se Mattia è il maggiore e Lorenzo è il beniamino, io che sono?- chiede Pablo con gli occhi umidi e l'espressione di chi dipende dalla risposta come se da essa fosse condizionato il resto della sua vita.
Ci penso un attimo, credo che per lui sia importante, lascio perdere quel che sto facendo e lo guardo negli occhi, quasi a perdermi in quelle nere profondità con le quali guarda il mondo.
Tu, amore...tu sei il buco della ciambella!
Pablo fa un passo indietro, arricia il labbro inferiore e mi guarda prima in cagnesco e poi un velo di tristezza raggiunge la sua espressione.
Nel buco non c'è niente- dice amareggiato, mi da le spalle, fa due passi per andarsene. Lo prendo per una mano, lo invito a venire con me in cucina.
Vieni e ti spiego- gli dico e uno scarabocchio di sorriso si disegna brevemente sul suo viso. Tutti lo sappiamo, l'invito in cucina per Pablo è impossibile da rifiutare, anche nei peggiori momenti.
Il gomito appoggiato al piano di lavoro, la mano sull'orecchio, le dita della mano destra che giochicchiano con le zollette di zucchero...la faccia di chi attende qualcosa...
Prendo uno stampo a ciambella e inizio a imburrare e infarinare, mi guarda indispettito, la sua occhiata dice tutto senza parole: uffa mamma con sta ciambella!
Decidiamo insieme gli ingredienti e gli faccio fare quel che vuole. Rompere le uova gli piace da morire e guardare la planetaria che gira e trasforma in crema gli ingredienti che aggiunge piano piano, con pazienza rispettando le indicazioni.
Quando sformiamo la ciambella, dorata e colorata dai pezzetti di frutta è venuta l'ora i spiegargli cosa volevo dire.
Guarda- gli dico mentre prende posizione per fare attenzione, stavolta tutti e due i gomiti sul piano di lavoro, le mani sorreggono il mento- facciamo finta che la ciambella siamo io, Fred, Mattia e Lorenzo...che sarebbe di noi se non ci fosse il buco? Il buco è quel che fa di una torta qualsiasi, una ciambella. È il punto di riferimento, ciò che la sostiene. È giusto in mezzo, ne è il cuore e no, non è solo aria, non è vero che non c'è nulla, anzi... nel buco c'è tutta la ciambella, è quel che la rende speciale.
Che sarebbe di una ciambella senza buco? Che saremmo noi, senza te?
Pablo mi abbraccia forte, fortissimo. Annusa la torta ancora calda.
Va bene mamma, ho capito- dice con un sorrisino che si torna poi birichino- ma io mi mangio la ciambella; il buco lo lasciamo a Mattia.
Ingredienti per una ciambella alla frutta
125 gr di burro
125 gr di zucchero
3 uova
200 gr di farina
1 pizzico di sale
una bustina di lievito
200 gr di papaya candita
2 pere
4 mele
Buccia grattuggiata e succo di un'arancia e due pomplemi
Abbiamo tagliato finemente tutta la frutta e messa a macerare un poco nei succhi di arancia e pompelmo, insieme alle bucce grattugiate. Le abbiamo lascite li una mezz'ora, giusto per far ben inumidire la papaya candita. Nel frattempo avevamo tolto il burro dal frigo, per farlo rammollire un poco, e avevamo pesato tutti gli ingredienti e acceso il forno a 180°.
Poi abbbiamo cominciato a lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema e aggiunto le uova, una ad una, senza cessare di lavorare il tutto. Abbiamo aggiunto piano piano la farina, mischiata al sale e il lievito e poi con una spatola, abbiamo avvolto tutta la frutta nell'impasto, e messo in forno per circa 45 minuti.
La torta è venuta deliziosa, il pompelmo, che non avevo mai usato in un dolce, gli ha dato un sapore diverso e stuzzicante. Ci è venuta molto umida e soffice, forse avremmo dovuto togliere l'eccesso di succo di agrumi prima di mettere tutta la frutta nell'impasto, lo lascio a vostra scelta, a noi è piaciuta tanto, diventa più una frutta alla torta, che una torta alla frutta...ma il risultato di sapore è delicato e una consistenza originale mai vista prima. Esperimento riuscito, bambino contento...che voler di più?
Con questa torta io e Pablo partecipiamo al contest Qui si cucina con il cuore di Il cucchiaino di Milù.





