Visualizzazione post con etichetta ciambella. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ciambella. Mostra tutti i post

lunedì 14 febbraio 2011

Torta alla frutta...e il buco della ciambella

Mamma.... ma se Mattia è il maggiore  e Lorenzo è il beniamino, io che sono?- chiede Pablo con gli occhi umidi e l'espressione di chi dipende dalla risposta come se da essa fosse condizionato il resto della sua vita.
Ci penso un attimo, credo che per lui sia importante, lascio perdere quel che sto facendo e lo guardo negli occhi, quasi a perdermi in quelle nere profondità con le quali guarda il mondo.
Tu, amore...tu sei il buco della ciambella!
Pablo fa un passo indietro, arricia il labbro inferiore e mi guarda prima in cagnesco e poi un velo di tristezza raggiunge la sua espressione.
Nel buco non c'è niente- dice amareggiato, mi da le spalle, fa due passi per andarsene. Lo prendo per una mano, lo invito a venire con me in cucina.
Vieni e ti spiego- gli dico e uno scarabocchio di sorriso si disegna brevemente sul suo viso. Tutti lo sappiamo, l'invito in cucina per Pablo è impossibile da rifiutare, anche nei peggiori momenti.
Il gomito appoggiato al piano di lavoro,  la mano sull'orecchio, le dita della mano destra che giochicchiano con le zollette di zucchero...la faccia di chi attende qualcosa...
Prendo uno stampo a ciambella e inizio a imburrare e infarinare, mi guarda indispettito, la sua occhiata dice tutto senza parole: uffa mamma con sta ciambella!
Decidiamo insieme gli ingredienti e gli faccio fare quel che vuole. Rompere le uova gli piace da morire e guardare la planetaria che gira e trasforma in crema gli ingredienti che aggiunge piano piano, con pazienza rispettando le indicazioni.
Quando sformiamo la ciambella, dorata e colorata dai pezzetti di frutta è venuta l'ora i spiegargli cosa volevo dire.
Guarda- gli dico mentre prende posizione per fare attenzione, stavolta tutti e due i gomiti sul piano di lavoro, le mani sorreggono il mento- facciamo finta che la ciambella siamo io, Fred, Mattia e Lorenzo...che sarebbe di noi se non ci fosse il buco? Il buco è quel che fa di una torta qualsiasi, una ciambella. È il punto di riferimento, ciò che la sostiene. È giusto in mezzo, ne è il cuore e no, non è solo aria, non è vero che non c'è nulla, anzi... nel buco c'è tutta la ciambella, è quel che la rende speciale.
Che sarebbe di una ciambella senza buco? Che saremmo noi, senza te?
Pablo mi abbraccia forte, fortissimo. Annusa la torta ancora calda.
Va bene mamma, ho capito- dice con un sorrisino che si torna poi birichino- ma io mi mangio la ciambella; il buco lo lasciamo a Mattia.





Ingredienti per una ciambella alla frutta
125 gr di burro
125 gr di zucchero
3 uova
200 gr di farina
1 pizzico di sale
una bustina di lievito
200 gr di papaya candita
2 pere
4 mele
Buccia grattuggiata e succo di un'arancia e due pomplemi

Abbiamo tagliato finemente tutta la frutta e messa a macerare un poco nei succhi di arancia e pompelmo, insieme alle bucce grattugiate. Le abbiamo lascite li una mezz'ora, giusto per far ben inumidire la papaya candita. Nel frattempo avevamo tolto il burro dal frigo, per farlo rammollire un poco, e avevamo pesato tutti gli ingredienti e acceso il forno a 180°.





Poi abbbiamo cominciato a lavorare il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema e aggiunto le uova, una ad una, senza cessare di lavorare il tutto. Abbiamo aggiunto piano piano la farina, mischiata al sale e il lievito e poi con una spatola, abbiamo avvolto tutta la frutta nell'impasto, e messo in forno per circa 45 minuti.





La torta è venuta deliziosa, il pompelmo, che non avevo mai usato in un dolce, gli ha dato un sapore diverso e stuzzicante. Ci è venuta molto umida e soffice, forse avremmo dovuto togliere l'eccesso di succo di agrumi prima di mettere tutta la frutta nell'impasto, lo lascio a vostra scelta, a noi è piaciuta tanto, diventa più una frutta alla torta, che una torta alla frutta...ma il risultato di sapore è delicato e una consistenza originale mai vista prima. Esperimento riuscito, bambino contento...che voler di più?





Con questa torta io e Pablo partecipiamo al contest Qui si cucina con il cuore di Il cucchiaino di Milù.


mercoledì 9 febbraio 2011

Torta al limone con l'olio. Torta Monna Lisa. Ma per me, Ciambellone di Diego

Potete chiamarla Torta Monna Lisa, come dice libro, o torta al limone con l'olio o ciambella al limone, come volete...ma per me è e resterà sempre il ciambellone di Diego.
Siamo nati con tre anni di differenza, ma secondo me c'è stato un errore, la cicogna ha sbagliato strada forse, e mi ha depositata in ritardo, ma io son sicura che in principio dovevamo essere una sorta di gemelli, probabilmente siamesi. Sì. Inseparabili. 
Cercavo la cicatrice da qualche parte, fra le tante che ho, ognuna delle quali racconta la sua storia, quella della separazione non l'ho mai trovata. Ho dedotto allora che il calendario aveva ragione: 1971, 1974...non c'erano stati errori, eppure...attaccati con la colla dell'amore ci siamo sempre stati, anche oggi che viviamo così lontani e lo so, ci manchiamo a vicenda e non passa giorno in cui io non pensi a lui e, forse, che lui non pensi a me.
Avrei potuto dedicargli una torta alle carote, per un vecchio scherzo tra noi troppo complicato da spiegare, oppure un qualsiasi dolce al cioccolato, ingrediente del quale lui non potrà mai fare a meno, ma il ciambellone di Diego è la torta dei ricordi, della merenda preparata apposta per lui, con l'olio che veniva dagli olivi del giardino e i limoni che bastava allungare una mano per coglierene uno dalla finestra del salone, fatta da una bambina che aveva bisogno ancora di mettersi in piedi su una sedia per arrivare a prendere lo zucchero e la farina e pasticciare con un cucchaio di legno gli ingredienti solo per vedere il fratellone sorridere e la soddisfazione di vederlo mangiare, assaggiare con gusto quella che per anni è stata la sua torta preferita, la nostra merenda insieme, fra Bim Bum Bam e una partita a pallone, fra i compiti di scuola e i giochi fantastici.
La pagina 124 del manuale di Nonna Papera, edizione del 1985, è consumata. Una macchia di impasto, è il segno indelebile del passaggio  di una bambina pasticciona. 
Alcune parole sono state così tanto lette e consumate, da un ditino che teneva il segno, per leggere, che sono ripassate in penna blu, calligafia infantile: 250, zucchero, aggiungere, liev(ito)...
Quanti anni son passati, quante volte avrò fatto questo dolce soffice e profumato, conservato poi nella memoria, dove sono appesi i sapori e gli odori, che un bel giorno riscopri e ti riportano indietro nel tempo...e ti ritrovi sull'altalena dell'olivo e lui a spingerti o a raccogliere ciclamini e anemoni selvatici nei prati per la mamma o a giocare a qualsiasi cosa, a ridere, scherzare, litigare, fare il broncio e poi la pace.
A fine luglio del 2009 ci siamo visti e abbracciati per l'ultima volta e un vuoto si è creato in una parte della mia anima in disordine.  Al salutarlo trovai finalmente la cicatrice che cercavo da sempre: era nel petto, a sinistra, in fondo al cuore, interiore, profonda e invisibile, ma c'era. Era dal cuore che eravamo uniti da sempre e per sempre, un nodo così forte che neanche kilometri e distanze possono sciogiere.
Quante ne abbiamo fatte e vissute insieme...anche da grandi.
Sulla mia scrivania, accanto al computer ho da sempre una foto di noi due, io sono ancora in carrozzina, lui sorride birichino a meno di un passo. 

È il mio modo di averti più vicino.
Mi manchi.




Ingredienti
350 gr di farina
250 gr di zucchero
2 uova
1 limone
1 bicchiere di latte (200ml)
1 bicchiere di olio (200ml) per questa ho fatto metà extra vergine d'oliva e metà di arachidi
1 bustina di lievito
un pizzico di sale.
zucchero a velo

Da: Manuale di Nonna Papera, Arnoldo Mondadori Editore, ristampa 1985 (avevo 11 anni!):

"versate in un recipeinte lo zucchero e i tuorli e sbattete bene con un cucchiaio di legno, aggiungete l'olio e lavorate ancora un po'. Aggiungere la farina e il latte poco a poco, in modo che non si faccia troppa fatica a mescolare, e la buccia del limone grattuggiata. Unite infine, sempre mescolando, il succo del limone, il sale e il lievito. Montate a neve le chiare delle uova, unitele mescolando piano e versate l'impasto in una tortiera unta e infarinata. Cuocete in forno a 140° per 45 minuti poi spolverate di zucchero".


Ele e Diego (quando eravamo carini)



e visto che è una torta al limone, l'aggiungo volentieri alla raccolta di Cinzia, Gli agrumi.