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martedì 27 maggio 2014

Babà allo sciroppo di ciliegie e crema al latte di mandorla... una penna, per i bambini del Medio Atlante




Oggi vorrei raccontarvi di un Marocco distante dalle città imperiali, dai musei, dai colori sgargianti dei mosaici e dai profumi dei suk. Vorrei raccontarvi un Marocco che il turista difficilmente vede, di piccole e grandi realtà nascoste tra le montagne dove chi va, rischia di lasciare un pezzo di cuore, come è successo a noi.
Siamo sul medio Atlante, la cordigliera montagnosa che su allunga su circa 350 km, dal Sud-ovest al nord-est del Marocco. Un posto meraviglioso dove contrastanto panorami mozzafiato e grandi stenti.



È lì che li abbiamo incontrati, sulla strada che congiunge il villaggio di Ain Leuh con le Fonti di Oum Rabia, con i loro visi polverosi e gli enormi sorrisi.
Sono i bambini del Medio Atlante.
Sul bordo delle strade strette, vendono timo fresco, mazzetti di menta selvatica, uova del giorno o latte appena munto, ancora tiepido, in bottiglie che una volta contenevano acqua. Altri non offrono nulla, stanno solo lì ad aspettare, a far cenni di fermarti.

Vivono in condizioni di estrema povertà, in ruderi di pietra o in case di legno e plastica in una regione che d'inverno è sepolta dalla neve, almeno durante tre mesi l'anno.  





Vestono abiti sdruciti dall'uso dei vari bambini che li hanno portati prima di loro e molti lavorano già, nei pascoli o nei campi, e quello è l'unico futuro che si prospetta, per la maggior parte di loro.
Eppure non chiedono soldi. Quando ti fermi, ti chiedono biscotti, dolcini e una caramella, con il loro francese sforzato e incerto, e poi chiedono una penna. Con un 'insistenza disperata "un stylo, un stylo" (una penna, una penna) e alcuni si aggrappano al fiestrino aperto, o al retrovisore, insistendo, urlando, piangendo, senza rassegnarsi a un no, senza credere che non ne hai, o che le hai finite un kilometro prima. E quei pianti, quella disperazione ti accompagna per giorni, perché per loro una penna rappresenta il diritto ad andare a scuola, quella penna che molti genitori non vedono la necessità o l'utilità di comprare, rappresenta un'opportunità, una finestra verso il futuro.

senza elettricità né acqua corrente, il bucato si fa al fiume, d'estate come d'inverno

La prima volta che siamo passati di lì, siamo andati via con il cuore appesantito senza avere nulla da dare e la richiesta di quella penna ci è risuonata nell'anima per giorni e notti.
Questo e lo scorso fine settimana siamo saliti con un bustone pieno di biscotti e caramelle e due pacchetti di penne da 10 ognuno, e quando dai una penna ad ogni bambino, senti che non bastano mai e il nodo in gola ritorna.
E ritornano alla mente l'inistenza, gli stenti, i piedi nudi, le lacrime e la disperazione...per una penna.

Una penna, simbolo di un'opportunità di cambiamento, di vita migliore, di apprendere.

E allora mi chiedevo, miei cari lettori, sareste disposti a donare una penna, blu, verde o nera o una matita a questi bambini?
QUI troverete le informazioni per come fare
Penne e matite saranno donate direttamente alla scuola del posto, per una distibuzione equa.

È solo una goccia nel mare dei bisogni della regione.
Un gesto piccolissimo per noi, un regalo importantissimo nelle loro mani.

Una penna per i bambini del medio Atlante, che non smettono mai di sorridere e ringraziare, anche se gli hai dato solo una caramella.



Dal Medio Atlante vengono anche le ciliegie.





Babà allo sciroppo di ciliegie e crema al latte di mandorla

per il babà
la ricetta di Antonietta, con le spiegazioni dettagliate

per la bagna, lo sciroppo di ciliegia
600 g di ciliegie
1lt di acqua
1kg di zucchero

per il latte di mandorla fatto in casa
150 g di mandorle sgusciate
acqua

per la crema
500 ml di latte di mandorle
1 stecca di vaniglia
4 tuorli
4 cucchiai di farina
4 cucchiai di zucchero
60 g di burro

per la gelatina di ciliegia, per rifinire il babà
1/2 kg di ciliegie
il succo di un limone
un bicchiere d'acqua
zucchero, pari al peso del succo ottenuto




Per organizzarmi meglio, ho diviso il lavoro su due giorni:

Il giorno prima:

lo sciroppo:
In una pentola, possibilmente di rame o se no di acciaio a fondo spesso, mettere lo zucchero, l'acqua e le ciliegie e mettere sul fuoco medio, senza mescolare. Quando arriva a ebollizione, abbassate il fuoco al minimo possibile e lasciare sobbollire per 45 minuti. Spegnere poi il fuoco e sgocciolare le ciliegie e metterle ad asciugare su una gratella durante tutta la notte. Filtrare e mettere da parte lo sciroppo ottenuto, farlo raffreddare completamente e conservarlo in frigo. Riscaldarlo fino a intiepidirlo prima di usarlo.

il latte di mandorle:
mettere a bagno le mandorle in 750 ml di acqua durante 8 ore. Sgocciolarle, eliminare l'acqua, sciacquarle e frullarle con altri 750 ml di acqua pulita. Con un chinois rivestito di garza o di un pezzo di stoffa leggerissimo, filtrare il tutto, aiutandovi prima con un cucchiaio per far uscire più liquido possibile, e poi strizzando bene la garza chiudendola per non far uscire la pasta di mandorle.
Conservare in frigo. Da 150 g di mandorle, esscono poco più di 500 ml di latte.

la gelatina di ciliegia:
lavare, asciugare e snocciolare le ciliegie. Metterle in un pentolino di rame o di acciaio dal fondo spesso con un bicchiere di acqua e il succo del limone. Portare ad ebollizione durante dieci minuti. Frullare le ciliegie e passarle al chinois a maglie fine per ricuperarne solo il succo. Pesare quindi il succo e aggiungerci pari peso di zucchero, mischiare il tutto e far cuocere mescolando di tanto in tanto fino a che la temperatura avrà raggiunto i 104°C, una mezz'ora circa.
Si può conservare come una marmellata, in vasetti sterili, o usarla e conservarla in frigo per una settimana.

Il giorno stesso:

la crema:
scaldare il latte di mandorla con dentro una stecca di vaniglia fino ad ebollizione. Filtrarlo subito e mantenere in caldo. In una pentola, mischiare i tuorli, lo zucchero e la farina setacciata con una frusta e versarci a filo il latte, sempre mescolando. Portare la pentola sul fuoco dolce e lasciar cuocere senza mai smettere di mescolare fino a che si sarà addensata. Togliere dal fuoco e mescolarci rapidamente il burro a pezzetti. Lasciar raffreddare e conservare in frigo fino al momento dell'uso.

Preparare il babà, nel mio caso 6 monoporzioni, sformarli e quando sono ancora tiepidi, gli si versa lo sciroppo intiepidito sopra, rigirandoli su sé stessi ogni 15 minuti, fino a che prenderanno la consistenza di una spugna piena d'acqua. Una volta ben bagnati, sistemarli sul piatto di portata.
Spennallare i babà con tre cucchiai di gelatina di ciliegie precedentemente riscaldata fino a farla sciogliere. Decorare a piacere i babà con la crema al momento di servirli, e decorare con le ciligie semicandite dello sciroppo.




Potete tagliare il babà a metà e mettere la crema dentro, o decorarli solo esternamente. Io con il primo (quello della foto) ho messo la crema solo nella fessura del taglio, per poi mostrarne l'interno, la sua alveolatura e come risultano una volta inzuppati nella bagna.
Il resto delle ciliegie semicandite si può conservare in frigo per qualche giorno e utilizzarle in altre preparazioni o mangiarle così come sono.
Non ho usato alcool, e lo so, è un'eresia, ma l'ho fatto per non privare i più piccoli di casa di questo dolce che è troppo buono per perderselo.



Con questa ricetta partecipo al MTC di maggio 2014, il Babà