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lunedì 27 aprile 2015

Il paese che lascio. Torta Marocco (pan di spagna con chibouste ai fiori d'arancio e orange curd)





Il paese che lascio ha mille colori, ma è più ocra che il resto. Ocra dei muri delle Medina, ocra del Sahara al tramonto, dei campi di orzo e di grano all'alba dorata di fine primavera e della curcuma e zafferano nel couscous del venerdì.
Il Marocco ha il sapore delle spezie, del té verde alla menta, delle arance nelle 4 stagioni, dell'olio di argan, delle mandorle e fiori d'arancio dei pasticcini da té. Ha l'aroma inconfondibile della zuppa Harira nel Ramadan, del pane che cuoce nei forni comuni, delle kefta sulla griglia nei mercati e delle montagne di fragole tra febbraio e aprile.
Il paese che lascio brilla come i caftan delle spose senza sorriso e senza un bacio, ha gli occhi delle donne che sorridono da dietro un velo e la risata dei bambini del Medio Atlante, chiusi e taciturni, ma grati a modo loro.
Quando l'idea di ritrarre il Marocco con una torta he sfiorato la mia mente, ho deciso di utilizzare i sapori e profumi predominanti nella pasticceria locale: le mandorle e l'acqua di fiori d'arancio, ma ho voluto farlo anche in maniera simbolica. È così che questa torta ha preso forma.
Il pan di spagna alla base, ricco e dorato come le decorazioni delle moschee, fermo e che sostiene il resto è questa cultura millenaria fatta di arte e preghiere, di savoir faire delicato e misti di usi e costumi di popoli diversi.
Le mandorle sono la gente: generosa e chiusa, ma capace di aprirsi per donare un cuore gentile, prodigo e cortese.
L'arancio è il sole splendente, ma anche i contrasti di cui il paese è pieno. Contrasto di colore, di sapore acre, agro e dolce.
Avrei voluto inserire anche del sesamo, quei semini fragranti ma fastidiosi quando ti rimangono tra i denti, ma ho desistito. Ho rinunciato perchè di questo paese voglio portarmi solo i bei ricordi, le gradevoli sensazioni e le gratificanti esperienze. Nessun semino tra i denti. Solo aromi sottili e dolcezza. Solo gradevole cremosità per ricordare e descrivere questi quattro anni memorabili che restano nel cuore.
La Torta Marocco, per il paese che lascio che ha dentro di sé l'allegria della musica araba, la vitalità dei colori dei mosaici e lo spirito dolce di un té alla menta. Una torta che per me sa di questa splendida terra fatta di campagne, uliveti, deserto e montagne innevate.





Torta Marocco 
(pan di spagna con chibouste ai fiori d'arancio e orange curd)


Per una torta di 26 cm finali

Per il pan di spagna montato a freddo di Iginio Massari, di 24 cm
 300 g di uova intere
400 g di zucchero
1,5 g di sale
la buccia grattuggiata di un'arancia
150 g di farina 00
50 g di fecola (io amido di mais)
150 g di mandorle pelate, tostate e tritate al coltello in pezzi grossi

per l'orange curd stabilizzato
300 ml di succo d'arancia appena spremuto
2 uova intere
2 tuorli
la buccia grattuggiata di due arance non trattate, appena colte
80 g di zucchero
80 g di burro
3 fogli di colla di pesce

per la chibouste ai fiori d'arancio 
160 g di tuorli
50 g di zucchero
30 g di amido di mais
1 cucchiaio di acqua di fiori d'arancio
250 ml di latte fresco intero
12 g di colla di pesce in fogli
220 g di albumi
190 di zucchero

fiori d'arancio freschi per decorare





Il pan di spagna:
 In planetaria, montare le uova, zucchero, sale e buccia d'arancia durante 20 minuti, finchè la frusta lascerà solchi pronunciati nel composto. Setacciare tre volte la farina con la fecola. Unire la farina e la fecola alla montata di uova e zucchero delicatamente, a pioggia in tre volte, in movimenti avvolgenti con una spatola, dal basso verso l'alto. Unire anche le mandorle con lo stesso movimento, facendo molta attenzione a non smontare il composto. Versare il composto in uno stampo da 24 cm di diametro, imburrato ed infarinato, riempiendolo fino a 2/3. Con l'impasto restante io ho riempito dei pirottini da muffins. Infornare a 180°C in forno già caldo, mantenendo la porta del forno semichiusa con un cucchiaio di legno infilato tra il bordo del forno e la porta.
Cospargere il pan di spagna di zucchero semolato e sformarlo su un foglio di carta forno quando è ancora caldo, per prevenire che si secchi troppo.
Per tutti i segreti della riuscita di un pan di spagna e per altre ricette di questa base da alta pasticceria, vi consiglio di visitare il blog di Caris.





L'orange curd stabilizzato
Mettere la colla di pesce a bagno nell'acqua fredda. Mescolare il succo d'arancia, le uova, i tuorli, la buccia d'arancia e lo zucchero con una frusta in un contenitore da bagno maria, aggiungere il burro a pezzetti. Cuocere il composto a bagno maria senza smettere di mescolare, fino a che si addensi abbastanza da coprire leggermente il dorso di un cucchiaio. Incorporare immediatamente la gelatina ben strizzata e versare il composto in un anello da pasticceria di 24 cm, o in una teglia a cerniera. Far rapprendere in frigo, poi mettere in congelatore fino al momento di utilizzarlo.

La chibouste ai fiori d'arancio
Mettere la colla di pesce a bagno in acqua fredda. Mescolare i tuorli, lo zucchero, l'acqua di fiori d'arancio e l'amido di mais in una pentola con il fondo spesso. Scaldare il latte e aggiungerlo a filo su questo composto. Portare sul fuoco e cuocere come una normale crema pasticciera. In planetaria, montare gli albumi con lo zucchero, per ottrenere una meringra soffice ma non troppo sostenuta. Mescolare un po' di meringa nella crema ancora calda e poi incorporare completamente i due composti con una spatola con un movimento dal basso verso l'alto, avendo cura di non smontare gli albumi.

Comporre la torta:
In un anello da pasticceria di 26 cm, e alto 5 cm o in un anello di una teglia a cerniera con le stesse caratteristiche, mettere sul fondo uno strato di pan di spagna alto circa un cm o poco più. Coprirlo con la metà della chibouste ai fiori d'arancio e adagiarci il disco di orange curd ancora congelato e coprire con il resto di chibouste. Refrigerare la torta per tutta la notte. Aprire o sfilare l'anello con cautela e passare la torta al piatto di portata. Decorare con fiori d'arancio freschi.
Il pan di spagna che avnza è ottimo come torta da colazione o merenda, da mangiare così com'è, o potete congelarlo e utilizzarlo in un secondo momento per un'altra torta.


Note:
Ho fatto questa torta due volte. La prima volta, all'aprire l'anello, la torta è letteralmente crollata. Tanto che mio marito, la Torta Marocco l'ha ribattezzata Torta Nepal. 
Buona comunque, finita in meno di 24 ore, ma impresentabile al MTC.
Ho quindi corretto due cose: una è la chibouste; avevo utilizzato la ricetta della chibouste da Saint Honorée di Chistophe Felder, che pur avendo la gelatina tra gli ingredienti, è molto delicata, invece di usarne una più sostenuta adatta al montaggio di una torta, che avevo in un quaderno e che avevo completamente dimenticato e della quale, però, non conosco la paternità.
La seconda, è che l'orange curd nello scongelarsi colava dappertutto, per cui nella seconda versione ho deciso di usare meno uova che nella versione originale (ne ho usate la metà) e di stabilizzarlo con la gelatina, in modo da mantenerne la cremosità e di aumentarne la consistenza.
Inoltre, non sono riuscita a trovare l'acetato da nessuna parte in queste latitudini, quindi il montaggio inverso della prima torta mi ha creato non pochi problemi insieme agli sbagli già citati. Per questo la seconda torta l'ho montata sempre nell'anello, ma non inverso, per paura di sbagliare di nuovo. Per cui la seconda torta è stata montata cominciando dal pan di spagna alla base.
Non che questa sia venuta perfetta come avrei voluto, comunque...stavolta i difetti non erano voluti.


Con questa ricetta partecipo al MTC di aprile 2015, di Caris.


giovedì 23 febbraio 2012

Torta di arance e cioccolato di Luca Montersino, leggermente marocchinizzata, per Iman


Lei regala sorrisi. Veri e puri, ogni giorno. Non c'è un momento in cui non veda Imane sorridere, anche quando sembra non farcela più di tante cose. Iman ha appena compiuto 25 anni, questa torta è stato il mio regalo per lei...lei, occhi neri e profondi, mia simpatica collaboratrice.
Vive sola con sua madre in una stanza nella medina di Meknès e pur essendo infermiera e avendo un diploma di stilismo di moda tradizionale marocchino, Iman preferisce lavorare da noi, per condizioni di lavoro e per salario. È l'altra faccia della reltà marocchina, quella dura e pesante che il turista non vede, quella dei giovani che studiano e lavorano sodo rincorrendo un sogno e non trovano un lavoro con condizioni decenti e sognano di andarsene via, sognano l'Europa e un futuro migliore, pieni di speranze.
A Iman desidero il meglio, vorrei che spicchi il volo e che la vita regali anche a lei un sorriso.

Auguri, piccola perla di Meknès.




Torta all'arancia e Cioccolato, senza glutine e senza latticini

Da Golosi di Salute, di Luca Montersino

Per il biscotto finanziere:
125 gr difarina di mandorle
100 gr di zucchero a velo
12 gr di amido di mais
2 gr di lievito chimico
180 gr di albumi
15 gr di olio extravergine di oliva
30 gr di acqua
50 gr di cioccolato fondente 55%
175 gr di uvetta sultanina ammollata (io, zibibbo)

Per la chibouste al cioccolato:
200 gr di albumi
110 gr di zucchero semolato
200 gr di latte di riso (io latte di mandorla)
80 gr di tuorli
8 gr di colla di pesce in fogli
250 gr di copertura al 70%

Per la chibouste all'arancia:
125 gr di tuorli
185 gr di zucchero semolato
30 gr di amido di mais
200 gr di succo d'arancia
5 gr di buccia d'arancia
8 gr di colla di pesce in fogli
15 gr di olio extravergine di oliva
15 gr di distillato d'arance (io acqua di fiori d'arancio)
175 gr di albumi

Per la composta di arance:
500 gr di arance non trattate
15 gr di olio extravergine d'oliva
150 gr di zucchero di canna grezzo
40 gr di miele di fiori d'arancia
5 gr di amido di mais
75 gr di succo d'arancia




Per la composta di arance, bollire durante un'ora le arance intere, poi scolarle, e tagliarle a pezzetti. mettere poi le arance in un pentolino con l'olio, lo zucchero di canna e il miele e far cuocere fino a che si addensi. Alla fine, sciogliere l'amido di mais nel succo di arancia e versare il tutto nel composto di arance, cuocere un altro po' fino a legare il composto.
Per il biscotto finanziere, mischiare bene la farina di mandorle con lo zucchero a velo, unire l'amido di mais e il lievito chimico e versare poi a filo gli albumi, l'acqua e l'olio e per ultimo unire il cioccolato fondente fuso e caldo. Colare il composto nel cerchio, spolverizzare di uvetta e infornare a 180° per 15 minuti.
Per la chibouste al cioccolato, miscelare i tuorli con 25 gr di zucchero e l'amido di mais e unire il latte di mandorla bollente e portare sul fuoco mescolando fino a fare addensare, togliere dal fuoco e unire il cioccolato tritato e la colla di pesce ammorbidita in acqua e strizzata. Sul fornello, scaldare gli albumi con lo zucchero alla temperatura di 70°C e poi montare nella planetaria. Unire i composti molto delicatamente.
Per la cibouste all'arancia, miscelare i tuorli con 35 gr di zucchero e l'amido di mais, unire quindi il succo d'arancia bollente e portare sul fuoco fino a fare addensare, togliere dal fuoco ed unire la colla di pesce ammorbidita in acqua e strizzata, la buccia d'arancia e l'olio. Profumare con il distillato (acqua di fiori d'arancio). Procedere con albumi e zucchero come per la chibouste al cioccolato e unire delicatamente i due composti.
Per comporre la torta: mettere sul fondo il finanziere e cospargerlo di composta d'arancia. Fare poi uno strato di chibouste al cioccolato e completare con uno strato di chibouste all'arancia, usando una bocchetta da gianduiotto (io ne ho usata una da saint Honoré). Congelare la torta per almeno 4 ore, poi decorarla a piacere.

Nota: per una torta da 23 cm ho utilizzato la ricetta intera del finanziere, ma solo la metà delle creme e della composta d'arancia.



questa torta partecipa al contest di Annalu & Stefania, 
ma proprio perchè vi voglio tanto bene eh!