giovedì 26 gennaio 2012

Tcholent askenazita (con cicerchia)...un pezzo di legno, e la memoria

Foto gentilmente concessa da Tino Veneziano www.tinoveneziano.com


È domani, 27 gennaio, il giorno della memoria, che commemora le vittime della Shoah.
Il 27 gennaio 1945 i cancelli di Auschwitz furono abbattuti e l'incubo ebbe fine. 
Se siamo qui per ricordarlo ogni anno, è perchè la maggior vittoria è quella di esserci ancora.

Oggi voglio raccontarvi una storia, una storia vera questa volta, ascoltata da chi la tragedia l'ha vissuta e ha lottato perchè tutti sapessero e nessuno dimenticasse. una vicenda umana, avvenuta tra strazi, privazioni e dolore inimaginabile, perchè, sapete, anche tra le pietre può nascere un fiore.


Foto gentilmente concessa da Tino Veneziano www.tinoveneziano.com


Il suo nome si è perso, diluito nel tempo e nell'orrore. Quando era una persona, era un'artista che intagliava il legno, fino al giorno in cui diventò un numero, nei registri del campo e sul suo braccio. Mi sembra che si chiamasse Itzack o Josef, ma non ricordo, diceva Hanna, con le lacrime agli occhi ogni volta che raccontava di lui. Arrivò a Bergen Belsen essendo un uomo forte, sornione, simpatico, irriconoscibile negli ultimi giorni, dopo aver perso nome e dignità e anche il diritto ad essere chiamato uomo.
Nei campi i soli effetti personali concessi erano la scodella e il cucchiaio, oggetti preziosissimi che tutti portavano legati a sé durante la giornata, stretti al corpo, legati alla vita, già...legati alla vita, mai gioco di parole fu così pertinente.
Ancora abile con le mani e con il prurito di tutti gli artisti, trasformò il manico del cucchiaio nel suo unico attrezzo di lavoro, raccogliendo ogni tanto un pezzo di legno e nascondendolo timorosamente sotto il pigiama a striscie, sfidando la morte per amore alla sua arte. Piccoli fiori durante l'inverno, i nomi dei suoi figli e di sua moglie che non avrebbe mai rivisto, una bozza di candela che gli ricordasse gli Shabbat in famiglia furono le poche opere che Hanna racconta di aver visto, appena disegnate, scavate sottilmente nel legno con il manico di un cucchiaio. Tutte sono anadate perse, tranne una.
Un pezzo di asse di legno, piccola, dai bordi bruciati come il suo destino, c'è inciso sopra "Zachor", che vuol dire Ricordare. Ormai malato e convinto che non avrebbe passato l'ultima selezione, lo regalò ad Hanna, forse con la consapevolezza che lei sarebbe uscita da li vincente. E così fu.
Quel pezzo di legno è vivo e ci insegna a non dimenticare. Non una volta all'anno, ma sempre. Solo ricordando nei gesti e preghiere di tutti i giorni possiamo riportare in vita quest'uomo e i sei milioni di fratelli e sorelle deceduti durante la Shoah.
Indescrivibili sono le sensazioni che ho ogni volta che vedo e tocco quel semplice pezzo di legno, quella semplice parola che ricorro con un dito, che oggi uno dei figli di Hanna conserva gelosamente.


Foto gentilmente concessa da Alessandta Gennaro http://menuturistico.blogspot.com/


Il 27 gennaio è il giorno della memoria. Io non dimentico.
Mai più...

Furono spogliati di tutto, privati della loro dignità. Sei milioni di loro, non tornarono mai a casa.

Foto gentilmente concessa da Alessandra Gennaro. http://menuturistico.blogspot.com/


foto gentilmente concessa da Alessandra Gennaro. http://menuturistico.blogspot.com/


Foto gentilmente concessa da Alessandra Gennaro. http://menuturistico.blogspot.com/




Grazie al caro amico fotografo Tino Veneziano, e alla carissima Alessandra Gennaro per aver concesso le loro foto per questo post.


Foto gentilmente concessa da Tino Veneziano www.tinoveneziano.com


 E per me, il piatto della memoria resta senza dubbio il Tcholent, un piatto ebraico askenazita al quale sono particolarmente legata, la cui storia, ricetta e spiegazioni trovate qui. Questa volta ho solo sostituito i tradizionali fagioli con la cicerchia, forse pensando che anche tra il cibo ci sono cose da ricordare e la cicerchia era fino a poco tempo fa un legume dimenticato.
Un piatto per la memoria.



42 commenti:

  1. Bisogna ricordare. E tramandare a chi verrà dopo di noi, perchè la conoscenza e la cultura possono evitare di far ricadere negli errori del passato.
    Complimenti per il post.

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  2. La memoria è l'unico tesoro che nessuno potrà mai rubare... Bellissima storia e bellissime le foto di Tino.

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  3. "... Meditate che questo è stato:
    vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    stando in casa andando per via,
    coricandovi, alzandovi.
    Ripetetele ai vostri figli.
    O vi si sfaccia la casa,
    la malattia vi impedisca,
    i vostri nati torcano il viso da voi."

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  4. esatto siamo qui per dire "Mai più" una pagina così vergognosa per la storia dell'umanità intera!!! Giusto l'altra sera qui in Italia hanno trasmesso il disrio di Anna Frank uno dei miei libri preferiti da bambina....per non dimenticare. Bellissima la storia raccontata.Un abbraccio

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  5. Ricetta sicuramente da provare...e grazie del racconto e delle bellissime foto postate!

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  6. Come si può non ricordare....

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  7. Post meraviglioso Eleonora! Non si deve dimenticare, no!!!
    Baci
    Cris

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  8. Mai, mai dimenticare!!! Non si puo' e non si deve...un abbraccio :)

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  9. Ele..grandi parole e grandi emozioni....non ci sono commenti per quello che è successo ma solo speranze che un tale odio non si riaffacci mai più nel mondo....

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  10. Sterminio o prigionia le angosce sono troppo grandi perchè non ti lascino un segno indelebile.
    Mio padre ogni vigilia di Natale, ricorda quando la trascorse sulla tradotta per la prigionia... e di notte grida nel sonno. Mio padre ha oggi 88 anni. Mio padre è stato solo fortunato. Io visitai anni anddietro il campo di Oswiechim... NO NON SI DIMENTICA! NON SI DEVE DIMENTICARE.
    Nora

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  11. L'essere umano è capace di tutto... dobbiamo ricordare ed essere capaci di non dimenticare!
    Le cicerchie sono sempre state presenti nella mia vita, cominciano dai racconti di mio nonno e i tempi di guerra...

    un abbraccio Ele

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  12. mi sono venuti i brividi <3<3<3 bellissimo post Ele

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  13. Mai dimenticare e ricordare sempre, ogni giorno, non solo una volta l'anno...sempre, anche se questa tua melanconica storia, come tutte le altre, fanno sempre rigare il volto di lacrime.
    Ti abbraccio forte
    p.s. ora vado a leggere la ricetta, slurp.

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  14. grazie a te per questo post che ci aiuta a ricordare
    un abbraccio

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  15. Dimmi che 2+2 fa ancora 4 ..e che so chi è il figlio di HAnna....ma se anche non fosse chi penso....anche io non voglio che questa storia vada dimenticata.
    Cosa penso del Tcholent credo tu già lo sappia .... baci, Flavia

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  16. MI sono venuti i brividi......è incredibile, triste, bello quello che scrivi. Pieno di emozione ed è giusto ricordare...
    un bacio

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  17. Ogni anno hai ragione... bisogna ricordare sempre e spero che i miei figli possano capire quello che sia successo e non perdere quello che ci ha insegnato....
    Baci

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  18. il ricordo è fondamentale.. in caso contrario rischieremo di fare i medesimi errori

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  19. E' impossibile dimentecare, ma indispensabile impegnarsi affinchè non accada mai più!

    loredana

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  20. lo sai che non commento mai quest o genere di post perchè non so mai cosa scrivere...però li leggo sempre con il cuore.
    Molti di noi sanno della storia, sanno del racconto, conoscono le vicende....ma è un modo freddo di sapere cosa è successo perchè èscritto sui libri oppure lo vediamo nei documentari.
    Il tuo modo di far ricordare è diverso....chi leggerà i tuoi scritti, non dimenticherà più.

    BUON 27 GENNAIO^_^

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  21. Mia figlia di 9 anni sta leggendo "il bambino con il pigiama a righe". Lo leggono in classe, 2 o 3 capitoli al giorno. Lei è curiosa, mi fa domande ed io mi sento grata e spaventata cercando, con parole semplici, il modo di spiegarle quello che non può, non deve succedere mai più. Grazie a te per averci trasmesso questa storia che stringe il cuore e per queste foto che parlano e dico più di quanto possiamo immaginare. Ti abbraccio, Pat

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  22. Sono senza parole, perchè questi racconti si raccontano da soli! La Shoah è forse la vergogne più grande dell'umanità...
    Domani e sempre per non dimenticare mai!

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  23. Tesoro e un orrore che nn va dimenticato anzi deve rimanere vivo in tutti noi per capire di cosa è capace un uomo malato e per rispetto di tutte persone innocenti che nn vanno dimenticate MAI!!!Un bacione,Imma

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  24. Bisogna ricordare sempre..e raccontare alle nuove generazioni perchè conoscano quello che è successo ed evitino che possa succedere qualcosa di anche solo lontanamente simile. E grazie a te conosco giorno dopo giorno qualcosa di più..grazie ;)

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  25. non si può dimenticare, e difficile è spiegarlo ai nostri figli...un abbraccio!

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  26. Una delle cose più orribili mai fatte da un uomo ad un suo simile.. buonissime le cicerchie io le adoro più di tutti gli altri legumi! ciao cara

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  27. solo se sappiamo da dove veniamo sappiamo dove possiamo e vogliamo andare. non si può e non si deve dimenticare

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  28. Diversi anni fa, durante un'assemblea di istituto a scuola, ascoltammo una storia, una delle migliaia, simile a questa dalla viva voce di un sopravvissuto...storie che ti entrano dentro, nel cuore, e che ci rimangono per sempre. Per non dimenticare.. E da madre, oggi, spero che un giorno anche i miei figli possano ascoltare queste storie, testimonianze di un passato da ricordare. Un bacio!!

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  29. questo post è struggente e bellissimo (consentimi di dirlo, anche se non è la giusta parola). COnservalo sempre...io lo farò.

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  30. Non serve aggiungere altro a quanto hai sapientemente scritto.
    L'importante, oltre a ricordare, è attivarsi perché non succedano più.
    Bacioni

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  31. Ricordare e anche lottare, ancora e sempre, perché ci sono ancora tanti, troppi, che negano e dicono "di nuovo", invece di "mai più". Am Yisrael Chai!

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  32. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  33. La tesina di terza media di mio figlio iniziava con la poesia d'introduzione di "Se questo è un uomo", ancora la ricorda a memoria, ne vado fiera.... senza passato non ci sarà futuro, anche grazie a te!

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  34. Ho le lacrime agli occhi e un groppo in gola. Non aggiungo altro.

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  35. ciao Ele...cosa dirti di questo post?...tu mi entri dentro ogni volta che ti leggo...Hanna è un personaggio che ricorre spesso nei tuoi post...e questo che ci hai regalato oggi è davvero prezioso!
    senti, ma queste foto di Alessandra sono state fatte ad Auschwitz? Io sto facendo un mio salvadanaio personale perchè volgio andarci ma vorrei farlo nel miglior modo possibile...
    ti abbraccio
    dida

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  36. Grazie Ele a te e a tutti coloro che contribuiscono a tener viva la memoria.
    Qui a Torino il mio amico Renzo dedica da anni le sue ferie a raccogliere testimonianze di tutti i campi di sterminio ed allestisce una mostra fotografica all'anno, sempre emozionante (questa è la quinta).....perchè non lo si ripete mai abbastanza che non si deve ripetere più!

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  37. Très bel article que j'ai compris grace à la traduction de google
    je suis ravie d'avoir decouvert ton blog

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