Visualizzazione post con etichetta crema al burro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta crema al burro. Mostra tutti i post

venerdì 15 febbraio 2013

Red Velvet Cake gluten free con swiss meringue buttercream frosting




Non soffro di nessuna allergia né intolleranza, ma conosco la sensazione che si prova a ritrovarsi a tavola e non poter mangiare nulla, perchè il tuo sistema di alimentazione è diverso da quello della maggioranza e nessuno ha pensato a te. Certo, non avrò mai problemi di salute per un cibo proibito o contaminato, ma quella sensazione di essere "diverso", dimenticato e messo in un angolo, è un qualcosa che non auguro a nessuno. Ma purtroppo capita e pure troppo spesso.
Stefania ne è un vivo esempio, nel suo blog troverete tanti racconti di come lei e il suo pargolo celiaco si son ritrovati in molteplici occasioni senza poter mangiare nulla o dovendosi portare il cibo da casa, pur essendo stati invitati da qualcuno a cena.
Eppure si tratta anche di cortesia ed educazione. Ogni volta che mio marito invita qualcuno a cena a casa per la prima volta, gli faccio chiedere sempre se ci sono allergie, intolleranze o gusti e diete particolari per far sentire l'ospite a suo agio sia musulmano, ebreo, celiaco o vegetariano o semplicemente per evitare cucinare peperoni a chi li odia, per fare un esempio.
Ma la celiachia è una malattia, non una scelta, un credo o una religione. Il celiaco soffre tanto fisicamente come moralmente. La dieta senza glutine, lungi da essere una moda come qualcuno ha voluto far credere in passato, o un medoto dimagrante, come piacerebbe a più di un celiaco, è bensì una necessità. Il glutine per un celiaco è come un veleno, parola forte, forse, ma reale, perchè se il vegetariano convinto, mangia un risotto fatto con il brodo di pollo senza saperlo, non se ne accorgerà mai, ma se il celiaco mangia un alimento contaminato o glutinoso senza saperlo, starà male per giorni, chi più o chi meno, dipendendo dalla sensibilità individuale.
Chiamatela empatia, sensibilità, cortesia, amicizia, chiamatela come volete, ma se avessi un parente o un amico celiaco, ogni volta che lo inviterei l'intero menù a tavola sarebbe composto da cibo per tutti. Basta rispettare delle norme basiche di igiene, scegliere bene gli ingredienti, verificare le etichette e tutto risulta molto più facile di quanto possa sembrare.
Guardate questa torta, per esempio: di facile realizzazione e completamente senza glutine, morbida, sofficissima, deliziosa. A casa mia nessuno si è accorto che ci fosse una differenza di ingredienti e la torta è evaporata in una giornata. Persino il mio Pablo, che per le torte è generalmente schizzinoso, l'ha provata, gustata e rimangiata.
Tutto questo per dirvi che il senza glutine è facile e buono ed è possibile.

Approfitto per salutarvi, non so quando Burro e Miele tornerà. Tutto dipende dall'inquilino che abita nel mio ventre. Probabilmente non ci vedremo fino ad aprile, ma non è detto. Questo post non sarebbe dovuto esistere, ma il richiamo dei fornelli e del MTC hanno vinto su tutto questa volta.
E adesso me ne torno buona buona a riposo.
Mi mancherete. A presto!



Red Velvet Cake gluten free con Swiss Meringue Buttercream Frosting

Per due stampi di 20 cm di diametro

(Ricetta di Stefania)

160 gr di farina di riso finissima*
60 gr di fecola di patate* (introvabile qui, sostituita con amido di mais)
30 gr di farina di tapioca*
1/2 cucchiaino di sale
8 gr di cacao amaro*
110 gr di burro non salato a temperatura ambiente
300 gr di zucchero
3 uova medie
1 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale*
240 gr di latticello (buttermilk)
1 cucchiaio di colorante rosso* (Wilton Christmas red, certificato Pareve Kosher e gluten free)
1 cucchiaio di aceto bianco
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio




Riscaldare il forno a 175°C.
Imburrate e infarinate (con farina di riso) due teglie da 20 cm di diametro.
Mischiare in un recipiente le farine, il cacao e il sale. In un altro recipiente, sbattere il burro finchè sarà morbido e cremoso e poi aggiungere lo zucchero, sbattere bene fino ad incorporare bene lo zucchero. Ogni tanto è preferibile pulire i bordi della ciotola con una spatola di gomma e ricominciare a sbattere fino ad ottenere una crema omogenea. A questo punto incorporare le uova, una alla volta, lavorando l'impasto una trentina di secondi dopo ogni aggiunta.
Mischiare il colorante con il latticello e versare poco alla volta sulla crema al burro, alternando con gli ingredienti asciutti, facendo attenzione di cominciare e finire con le farine. Io ho alternato così: un terzo di farine, poi metà del latticello, poi di nuovo un terzo delle farine, l'altra metà del latticello e finito con le farine restanti. Aggiungere la vaniglia e mescolare bene.
In una tazzina mischiate l'aceto con il bicarbonato e versarlo subito nell'impasto, incorporandolo bene con l'aiuto di una spatola.
Infornare per 40-45 minuti o fino a cottura ultimata. Inserire uno stuzzicadenti nella torta, se ne esce pulito, è cotta. Le mie ci hanno messo una trentina di minuti, ma non tutti i forni sono uguali.
Far raffreddare nella teglia per 10 minuti e poi sformrle, farle raffreddare e quindi avvolgerle nella pellicola trasparente e lasciarle in frigo tutta la notte. Questo faciliterà il taglio evitando che si sbricioli.
A me son riuscite due torte altre circa 3 cm l'una, morbidissime e spugnosissime tanto che avevo paura di tagliarle a metà. Ma con il sistema di Stefania è andato tutto perfetto. L'indomani ho tagliato le torte e le ho farcite e ricoperte con il "frosting" (segue ricetta)

Su ogni strato, ho spolverizzato un misto di lamelle di mandorle e granella di pistacchio tostate e ho ricoperto i bordi della torta già glassata con granella di pistacchio sola.
La torta si conserva in frigo per due-tre giorni, ma bisogna lasciarla a temperatura ambiente almeno una mezz'ora prima di servirla perchè la red velvet riprenda la consistenza morbida e il frosting torni cremoso.

*Se realizzate questa ricetta per un celiaco, badate bene che sia presente la spiga barrata sulla confezione di questi prodotti o che questi siano listati nel Prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia (AIC).  Per saperne di più su come e cosa cucinare senza glutine e senza rischi, vi consiglio la lettura di questo post.


Swiss Meringue Buttercream Frosting

6 albumi di uova grandi, a temperatura ambiente
300 gr di zucchero semolato
500 gr di burro ammorbidito, a temperatura ambiente
1 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale

Mischiare con una frusta a mano gli albumi con lo zucchero e metterli a bagno maria, sempre mischiando fino ad arrivare ad una temperatura di 70°C e lo zucchero sia completamente dissolto. Ogni tanto pulire i bordi del contenitore con una spatola di gomma, in maniera che lo zucchero non rimanga attaccato, non solo per una questione di sapore finale, perchè sarà buono lo stesso, ma piuttosto per l'ottenzione della perfetta consistenza: se non tutto lo zucchero si dissolve, il risultato sarà più granuloso invece di liscio e setoso come si vorrebbe.
Questo primo passo ha varie ragioni: una, non meno importante, è di pastorizzare le uova; la seconda ragione è quella di dissolvere lo zucchero per ottenere una meringa liscissima e la terza ragione è quella di scaldare gli albumi. Come si sa, gli albumi a temperatura ambiente montano meglio di quelli freddi perchè le proteine si "denaturano" e inglobano più aria e più in fretta, quindi, scaldando gli albumi, si ottiene che questi inglobino ancora più aria e montino con un volume maggiore, attenzione solo a non farli coagulare!
Passare il composto alla planetaria o ad una gran terrina e cominciare a montare a velocità alta, vedrete come prima cominceranno a diventare schiuma e poi diventeranno sempre più densi e la meringa acquisterà sempre più volume e brillantezza. Questo passo dura circa dieci minuti, per ottenere una meringa perfetta, liscia e brillante che ha raggiunto ormai una temperatura ambiente.
A questo punto, si comincia ad aggiungere il burro, tagliato a pezzettini piccoli, aggiungendoli uno per uno e aspettando almeno una trentina di secondi prima di unire il prossimo, è importante che ogni pezzetto sia completamente incorporato prima di aggiungerne dall'altro. Lo so, il procedimento è lungo e ci vuole dedicazione e pazienza, ma vi assicuro che il risultato vale tutto il tempo che ci si impiega. Una volta incorporato l'ultimo pezzetto di burro, aggiungere la vaniglia.
Non preoccupatevi se la meringa man mano che si aggiunge il burro si sgonfia, è assolutamente normale. La consistenza finale è quella di una crema al burro leggera e rigonfia e assolutamente liscia. La amo più della crema al burro tradizionale per vari motivi: è più leggera, meno dolce e stucchevole, le decorazioni tengono la forma, ed è più bianca, per cui si può colorare facilmente.
E invece della vaniglia la potete aromatizzare come più vi piace.
Non scoraggiatevi se alla fine dell'aggiunta del burro il composto appare completamente liquido, può capitare e non è necessario buttare tutto, basta mettere in frigo per un'ora circa e poi ricominciare a sbattere bene. Può capitare anche che il composto sembri "impazzito" o grumoso, in questo caso mantenete alta la velocità delle vostre fruste elettriche o planetaria e continuate a lavorarlo, vi assicuro che tornerà in forma.
Questa dose è sufficiente per farcire e rivestire una torta di 20 cm di diametro e 4 strati, come questa Red Velvet, ma non per decorarla. In questo caso, bisognerà farne un po' di più, senza alterare le proporzioni. Si può conservare in frigo per un paio di settimane o congelare per ancora più tempo, basta poi tirarla fuori e sbatterla per bene per farle riprendere la sua cremosità.

Questa ricetta con queste proporzioni è sul mio quaderno di ricette da almeno una quindicina d'anni, quando vivevo in Costa Rica e mi sono immersa del mondo delle torte, glasse e frostings americani. Tutti gli accorgimenti sono invece frutto dell'esperienza di averla fatta e rifatta, essendo una delle mie creme favorite per torte decorate. Ed è anche naturalmente senza glutine!!!

 




venerdì 12 novembre 2010

Carote glassate al burro e miele


Un contorno semplicissimo, facilissimo, economicissimo, rapido da cucinare e che sposa bene con la maggior parte delle preparazioni a base di carne e volatili.




 500 gr di carote
25 gr di burro
un cucchiaino di miele (possibilmente non raffinato)

 In una padella, far sciogliere il burro a fuoco medio e versarci le carote tagliate a julienne fino a farle impegnare. Versare acqua quanto basta fino a coprirle, aggiungere un cucchiaino di miele e lasciar cuocere sempre a fuoco medio fino a che il liquido sarà ristretto ed evaporato, le carote cotte e lucide, come glassate.

mercoledì 10 novembre 2010

Una torta speciale al profumo di vaniglia


Il piccolo di casa ha recentemente compiuto un anno, senza l’ombra di un dente in bocca. Il gran dilemma si è posto all’ora di scegliere la torta, poiché oltre ad esse sdentato, il bimbo ha un gusto raffinato e deciso.
Niente cioccolato, a quello lui preferisce la frutta e, senza l’ombra di dubbio, la vaniglia.
Una torta alla vaniglia! Ha pensato la mamma… ma di torte alla vaniglia se ne cade il mondo, tutte le basi di torte del mondo, o quasi, sanno di vaniglia.
E quindi, bisognava rifletterci un attimo, il primo compleanno è una cosa seria, impossibili le improvvisazioni, era d’obbligo creare una ricetta nuova:

La Torta alla tripla vaniglia.


Per la torta (di 23 cm. Di diametro):
450 gr di farina
1 bustina di lievito in polvere
350 gr di burro
350 gr di zucchero
6 uova sbattute
2 cucchiaiate di succo di limone (o di arancia se preferite)
1 stecca di vaniglia polverizzata (o un cucchiaio di estratto di vaniglia)

Prima di cominciare a fare qualsiasi cosa, preparatevi gli ingredienti pesati, sarà quindi più facile e rapida la preparazione. Una volta tutto pronto, imburrate e infarinate lo stampo e infine accendete il forno a 160°, per farlo riscaldare.
Passare al setaccio la farina e il lievito e aggiungerci il burro, lo zucchero, le uova, il succo di limone e la vaniglia.
Lavorare energicamente gli ingredienti con un cucchiaio di legno o una frusta elettrica, finché siano ben mischiati e senza grumi, come una crema molto ma molto densa e lucida. Mettere la pasta nello stampo e infornare per circa un’ora e tre quarti - due ore.
Nota: se vedete che la torta prende colore troppo in fretta, coprite con della carta argentata per proteggerla. La torta sarà cotta quando all’inserire un coltello o uno stecchino, esso ne uscirà pulito.
Lasciate riposare la torta cinque minuti e poi sforma tela sul piatto da portata.
Vi consiglio di fare questa torta il giorno prima poiché non solo ne guadagna in sapore, ma sarà anche più facile seguire il resto delle operazioni.


Per la crema al burro alla vaniglia
150 gr di burro
300 gr di zucchero velato
1 gran cucchiaio di estratto di vaniglia
latte, se necessario

Lavorare a lungo il burro e lo zucchero, aggiungere l’estratto di vaniglia e lavorare ancora un po’, fino a ottenere una consistenza leggera e vellutata, come crema da spalmare. Se il composto dovesse essere troppo duro, aiutarsi con un filo di latte alla volta fino ad arrivare alla consistenza desiderata.

Per Crema Chantilly
Mezzo litro di panna liquida
120 grammi di zucchero vanigliato

Sbattere la panna con la frusta, appena comincerà ad addensarsi, aggiungere lo zucchero e continuare a lavorare con la frusta fino ad ottenere la consistenza leggera tipica della panna montata. Attenzione a non montare troppo, altrimenti fareste dell’ottimo burro dolce!
Il segreto per l’ottima riuscita della Chantilly è di avere tutto freddissimo, tranne lo zucchero. La panna va messa in freddo almeno 24 ore  prima e la frusta e la terrina, minimo un’ora prima dell’uso.


Tagliare facendo molta attenzione la torta in due orizzontalmente.  Spalmare di crema al burro uniformemente la metà inferiore e coprirla con la seconda metà. Ricoprire tutti i lati della torta uniformemente con la chantilly. Decorare a piacere.


Io a Lorenzo, ho regalato le stelle, le più buone di tutte.