Visualizzazione post con etichetta carote. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carote. Mostra tutti i post

lunedì 25 gennaio 2016

Passato di carote e zucca arrostite al miele per il mio miglior amico




All'inizio può metterti in soggezione. È un gigante alto quasi due metri, un pozzo di scienza e di cultura inarrivabile. Può intimidirti con lo sguardo, con quegli occhi blu scuro, un colore mai visto prima di sei mesi fa, quando trepidantemente, in cerca di me stessa, mi sono rivolta a lui.
I capelli totalmente grigi, come i maghi e i saggi delle favole e dei film. Le poche parole. 
Sì, Michael potrebbe mettere in soggezione chiunque lo conosca solo in superficie. Anche perchè può sembrare burbero, con risposte monosillabe o frasi da tre parole.
Poi sotto la corazza scopri che sa parlare, anche più lingue e anche fino alle quattro del mattino, sui temi più svariati e che di gigante ha anche il cuore, l'anima e la generosità. Sotto l'armatura puoi scoprire una persona disponibile a dividere i suoi pensieri, certezze e sapere.
Può farti ridere e piangere nel giro di due minuti. Può condividere un segreto che non volevi ascoltare, o una storia profonda o un consiglio, guardandoti sempre negli occhi quando parla.
Michael (il suo nome non si legge all'inglese ma alla tedesca o, se volete, alla yiddish) era il miglior amico di Robert dall'infanzia, un fratello praticamente, nonché suo oncologo negli ultimi anni, nel tentativo disperato di compiere un miracolo mai avvenuto.
Robert era il mio faro, la mia bussola e il marito di Sarah, la donna che scriveva memorie di cucina su un diario che oggi mi appartiene. Lui ha conosciuto entrambi e mi accompagna per ricostruire un puzzle e legare nodi sciolti dal tempo e dal silenzio.
E forse, chi mi legge da tempo, può trarre le sue conclusioni.
Oggi è il mio migliore amico, colui che mi spinge a tornare a scrivere, a cucinare, a fotografare e ad essere quella di prima; colui che mi appoggia, mi riconosce e mi tiene a galla.
Se non ho più Robert, adesso ho lui. Le nostre strade si sono incrociate al momento giusto e ognuno di noi ha accolto l'altro nel cuore e i sentimenti sono cresciuti in un batter d'ali.
E no, non è il mio amante, come qualcuno ha ben voluto insinuare facendoci passare un brutto quarto d'ora. Quarto d'ora si fa per dire.
Forse è per quello che scrivo questo post, o forse è solo per presentarvelo come coautore di questo blog e nuova leva al MTC. Non lo so.
Vorrei dire tanto di più, se solo me lo permettesse, ma gli angeli agiscono in silenzio.
Domani parte e mi manca già.

Questa zuppa parla di lui. Del suo amore smisurato per il miele, che considera la sua unica "droga", tanto da avergli fatto meritare il soprannome di Winnie the Pooh. Parla del suo "vegetarianismo flessibile" e della sua semplicità.
Grazie di esserci.




Passato di carote e zucca arrostite, al miele di flora dell'Himalaya


per 6 porzioni

mezzo chilo di carote
mezzo chilo di zucca
2 cipolle gialle
2 cucchiai di miele (io di flora dell'Himalaya)
1 bicchiere d'acqua bollente
sale (se necessario)
pepe nero macinato al momento
olio extra vergine di oliva
1 litro di brodo vegetale fatto in casa, caldo
semi di zucca al naturale




Riscaldare il forno a 180°C. Lavare, pelare e tagliare le carote e la zucca in pezzi di circa due cm. Condire le verdure con olio extra vergine di oliva e il pepe e metterle in forno durante un quarto d'ora.
In un pentolino, mischiare il miele con un bicchiere di acqua bollente e intiepidirlo a fiamma moderata.
Togliere le verdure dal forno e abbassare la temperatura a 170°C. Affettare le cipolle e aggiungerle alle verdure, e aggiugere anche l'acqua e miele e mescolare il tutto. Rimettere nel forno e cuocere ancora per 20-30 minuti o fino a che le verdure saranno cotte, morbidema non troppo colorite.
Versare le verdure in una pentola con il brodo caldo. Frullare finemente e poi passare per un colino a maglie non tanto strette. Deve risultarne una crema, né troppo solida, né troppo liquida. Servire caldo, con una manciata di semi di zucca per ogni piatto.



Con questa ricetta partecipo al MTC di gennaio 2016, Zuppe e minestroni di Vittoria



mercoledì 8 luglio 2015

Coleslaw, la ricetta originale da New York






Ne sono sempre andata matta. Ammetto che quando vivevo in Costa Rica, andavo al KFC solo per il coleslaw, l'insalata di cavolo originaria di New York.
Per anni ho cercato di riprodurlo in tutti modi, per intuito, o con le mille e una ricette dei blog americani, ma non sono mai riuscita ad igualarlo, fino a che mi hanno dato questa.
La prima volta che l'ho provato non ci credevo. Era proprio lui, quello vero. Quel sapore agridolce, equilibrato che solletica le papille. Se non fosse che gli ingredienti non erano perfettamente triturati da una macchina industriale, avrei pensato ad un inghippo.
Niente inghippo. Michael ha vissuto vari anni a New York prima di trasferirsi in Israele e tra i suoi bagagli, tra le altre cose, si è portato anche questa ricetta.
Dopo qualche tira e molla con l'amico gelossissimo delle proprie ricette, sono riuscita ad averla e poi anche il permesso di condividerla su Burro e Miele.
Il nome  coleslaw deriva dall'olandese Koolsla, che vuol dire insalata di cavolo. Kool vuol dire cavolo e sla è l'abbreviazione della parola salade. Quando gli olandesi hanno fondato la città di New York, tra la fine del XVII e l'inizio del XVII secolo, portarono con loro le ricette tradizionali, tra cui quella dell'insalata di cavolo crudo fredda, che nel tempo si è trasformata in quel che è oggi, un misto di verdure condite con maionese, latticello o crema acida, zucchero e aceto.



Coleslaw


Ricetta di Michael Meyers (GRAZIEEEEE!)

Per 10 porzioni

1 cavolo cappuccio, privato della parte più dura
2 carote medie
1 cipolla bianca tritata finemente
60 g di zucchero
60 ml di latte*
60 ml di latticello*
100 ml di maionese (io fatta in casa)
2 cucchiai di succo di limone
1 cucchiaio e mezzo di aceto bianco
mezzo cucchiaino di sale






Il cavolo e le carote devono essere tritate molto finemente, devono avere una grandezza tra il riso e il couscous per intenderci, anche se si possono anche grattuggiare, ma la sensazione finale non sarà la stessa. Io ho usato il mixer, pochi secondi in varie volte con poca quantità di verdura dentro.
Una volta triturati cavolo e carote, si mettono in un'insalatiera (non di plastica) e si aggiunge la cipolla, mischiando bene. A parte, mischiare fino ad amalgamare il resto degli ingredienti e versarli sulle verdure e mescolare bene il tutto .
Coprire l'insalatiera e lasciare riposare in frigo per un minimo di 3 ore, ma meglio se tutta una notte prima di servire. Il riposo è importantissimo, anche se la tentazione di mangiarla subito a cucchiaiate è forte.

*La ricetta credo che la si possa rendere parve, utilizzando una parte di latte vegetale e un'altra parte di latte vegetale fatto riposare con del succo di limone o aceto, ma sinceramente sono sicura che andrebbe a discapito del sapore originale.

venerdì 21 novembre 2014

I muffins di Bianconigio: con carote candite e farina d'orzo

Acquerello su carta di Frédéric Dufresne



Alice: Per quanto tempo è per sempre?
Bianconiglio: A volte, solo un secondo.
-Lewis Carroll, Alice in Wonderland"-             

Se il Bianconiglio di Alice avesse mai avuto bisogno di un dolcino per festeggiare un suo non compleanno, sono sicura che sarebbe stato un muffin. Con la sua smania frettolosa é senza dubbio la prepararazione che avrebbe fatto al caso suo.
Alice nel paese delle Meraviglie in versione integrale arrivò nelle mie mani proprio grazie al mio personale Bianconiglio, che anni dopo mi avrebbe anche apetro le porte del mio proprio Wonderland, rendendomi un passato inseguito e un futuro tutto da costruire.
Rincorrendolo, il Bianconiglio mi ha mostrato il sentiero giusto del ritorno a casa e quello errato che finiva dalla regina di cuori, liberandomi dalla via sbagliata, salvandomi la vita in un momento balordo di totale abbandono.
Al contrario di quello di Alice, il mio Bianconiglio non aveva mai fretta e non guardava mai l'orologio; mi ha insegnato che nessun artefatto inventato dall'uomo avrebbe potuto mai misurare il tempo dell'allegria, o quello del dolore e come nel libro mi è stato vicino e lontano, regalandomi il suo tempo fino alla fine.
In Alice on the Stage, il proprio Carrol descrive questo personaggio come un coniglio bipede e vecchio che porta gli occhiali che rappresenta l'alter ego anziano di Alice. 
Vorrei che fosse così e che ogni secondo che passi non misurato da un orologio, desidero somigliare sempre di più a quel vecchio coniglio che mi ha offerto i regali più meravigliosi, di quelli che non si aprono e non si scartano, ma si conservano nel cuore solo un secondo o per sempre.

Il mio muffin è dunque bianco, farina di grano tenero mischiata a farina d'orzo e zucchero raffinato. Le carote, il cibo preferito dai conigli sono cotte e candite, più digeribili per un coniglio anziano e più caloriche per un coniglio che corre e rappresntano anche il dolce tempo che il mio bianconiglio mi dedicava.
La farina d'orzo e le noci pecan sono per il mio Bianconiglio: la prima per le sue origini polacche askenazite, dove l'orzo è re di una cucina povera e le ultime per quel suo essere così fragile dentro un involucro durissimo, solo in superficie. E poi perchè di noci pecan ne andava matto.


A mio padre il Bianconiglio, che mi ha regalato il suo tempo e il mio Wonderland


I Muffins di Bianconiglio


Ingredienti per 12 muffins
2 uova
100 g di zucchero semolato
115 g di burro fuso
250 ml di yogurt 
100 g di farina d'orzo
250 g di farina 00
7 g di lievito chimico per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1/2 cucchiaino di sale
carote candite
una manciata di noci pecan

per le carote candite
350 g di carote
300 g di zucchero semolato
500 ml di acqua minerale
1 cucchiaio colmo di miele




 Scaldare il forno a 190°C
Per le carote candite, lavare, pelare e tagliare le carote in dadini di circa 3 mm. Cuocerle per cinque minuti in acqua bollente e poi scolarle. In una pentola di rame o di acciao a doppio fondo, mettere lo zucchero e l'acqua minerale e portare ad ebollizione. Immergere le carote nello scirioppo formatosi e lasciare cuocere tre minuti, dopodichè aggiungere il miele e cuocere altri due minuti. Scolare le carote e metterle ad asciugare su una gratella.
Preparate tutti gli ingredienti a temperatura ambiente, tutti pesati e pronti all'uso.
Per i muffins, sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere il burro fuso e incorporarlo a zucchero e uova, poi aggiungere lo yogurt.
A parte, miscelare gli ingredienti secchi: le farine setacciate con il lievito, il bicarbonato e il sale. Fare un buco nel centro degli ingredienti secchi ed aggiungerci quelli umidi. Mescolare delicatamente, con meno giri possibili con cucchiaio di legno, fino a che gli ingredienti siano appena incorporati. 
All'ultimo, incorporare le carote candite.
Riempire con un cucchiaio i pirottini da muffins negli appositi stampi fino a 3/4 e spolverarci sopra un po' di noci pecan macinate al coltello molto grossolanamente.
Infornare, abbassando la temperatura a 180°C per una quindicina di minuti.

Per tutti i consigli di come preparare dei muffins perfetti, andate a leggere da Francesca.



Con questa ricetta partecipo al MTC di Novembre 2014, I Muffins di Francesca




 

mercoledì 10 ottobre 2012

Insalata multicolore di rape, carote e melograno




Semplice. Colorata.
Rape e carote, due ingredienti così poveri, e a volte persino disprezzati, prendono una nuova vita in quest'insalata, ingioiellandosi con i rubini di melograno e le piccole foglie di menta, che creano contrasto di colore. Li ho aspettati tanto i melograni. Quest'anno sono stata sorpresa dai fiori rossi vivo, che non avevo ancora mai visto in vita mia, e li ho seguiti con gli occhi, dalla finestra della cucina, formarsi e maturare, poco a poco, mentre l'attesa si faceva sempre più snervante. Non posso farci nulla, li adoro, forse è perche, alcuni di voi lo sanno, il melograno costudisce i sogni. Anche perchè sa arricchire senza pretese il piatto più semplice, con le sue gemme simili a grezzi rubini.
Mi fa pensare a una metafora della vita. Tanto per cambiare. Di quanto ci lamentiamo, per quello che non va, per quello che non abbiamo, di quanto non ci rendiamo conto in realtà delle fortune che abbiamo giuto accanto a noi. Quel che voglio dire è che siamo più ricchi di quanto crediamo, che le pietre preziose di cui realmente abbiamo bisogno, sono cose semplici e meravigliose, come il sorriso dei nostri bambini, l'abbraccio dei nostri compagni, le prime goccie di pioggia, un arcobaleno quando esce il sole. Dovremmo soffermarci di più a guardare e godere di queste cose, preziose come gemme, semplici e vicine come chicchi di melograno.




Insalata di rape, carote e melograno


Molto liberamente ispirata da un'idea della rivista Saveur

Per 6 persone, come contorno

400 gr di rape bianche
3 carote
i semi di due melograni
una manciata di foglie di menta
il succo di un limone
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio di olio d'oliva extra vergine
sale
2 cucchiaini di miele




Lavare, pelare e tagliare in julienne le verdure. In un'insalatiera, mischiare le verdure con i semi di melograno. A parte, mischiare bene il succo di limone, gli olii e il sale e condire con questo composto le verdure. Incorporare le foglie di menta appena prima di servire, o semplicemente sparpagliarle sopra l'insalata.



mercoledì 11 maggio 2011

Non chiamatemi cupcake, sono un muffin di carote ben vestito



Questi dolcini nascono da una necessità e da una riflessione.
La necessità era di utilizzare in maniera utile e dilettevole una gran quantità di carote che urlava pietà ogni volta che aprivo il frigo.
La riflessione parte invece dalla differenza sostanziale tra un muffin e un cupcake.
Non parlo delle differenze tecniche che un cuoco o un pasticciere potrebbe fornirci, mi riferisco  piuttosto alle differenze dal punto di vista del consumatore, ossia, chi lo addenta.
Il cupcake in realtà è solo una torta in miniatura: è leggero (in peso intendo!), è dolce ed è ricoperto da glasse e decorazioni varie e alcuni arrivano ad essere vere e proprie opere d'arte. Inoltre, un cupcake è sempre fatto di farina bianca e zucchero raffinato, almeno fino a dove arrivano le mie conoscenze.
Un muffin invece è parecchio più pesante in consistenza, viene fatto spesso con farine alternative o integrali e contiene frutta (fresca, candita o secca), noci, gocce di cioccolato e altro, che non sono affatto comuni nei loro cugini più raffinati. Un muffin non è mai glassato e non è dolcissimo e può essere fatto con ingredienti pesanti (e parlo sempre di peso) come la crusca e alcune verdure.
Fate una prova: lanciate un cupcake contro il muro: il rumore che produrrà sarà simile a un "puff", ma se lanciaste un muffin, sentireste piuttosto un "pum".
Mentre il cupcake accompagna solitamente il tea, il muffin accompagna il caffé del mattino.
Il muffin è socievole e alla mano, il cupcake  chic e raffinato.
Sociologicamente, un muffin potrebbe rappresentare bene l'idea della vita di ogni giorno, mentre un cupcake, un'occasione speciale. Per intenderci... il muffin sono i jeans e maglietta, il cupcake, giacca e cravatta, tailleur o abito firmato.
Ma a volte ci si confonde. E la mia riflessione passa sulle persone. Ci sono persone cupcakes che sono dei veri cupcakes, ma ci sono muffins che si credono cupcakes e si costruiscono spirali su spirali di glassa al burro senza rendersi conto che saranno e resteranno sempre dei muffins.
E poi ci sono quelli come me, io so di essere un muffin, un pesante e grezzo muffin (ma saporito muffin) che a volte però si veste da cupcake per l'occasione, ma senza cambiare la sua natura affabile solo perchè porta un abito elegante.


Muffin di carote e ananas, vestito da cupcake

150 gr di farina
20 gr di mandorle polverizzate
120 gr di zucchero di canna grezzo
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
2 uova
100 ml di olio di semi di uva (o qualsiasi olio leggero come mais, arachidi, soia)
50 ml di latte
100 gr di ananas candito
200 gr di carote grattuggiate
per la copertura
il succo di un limone
zucchero a velo quanto basta
codette colorate




Scaldare il forno a 180°.
Mischiare in una ciotola la farina, le mandorle, il lievito e il sale. Aggiungere l'olio e il latte e poi le uova precedentemente un po' sbattute. mischiare bene e incorporare l'ananas e le carote grattuggiate. Riempire i pirottini da cupcake non più dei 3/4 della loro capacità e infornare per circa 20 minuti. Lasciar raffreddare completamente.

Al succo di limone, aggiungere poco a poco lo zucchero a velo, fino ad ottenere una pasta opaca e omogenea dalla consistenza né troppo liquida né solida, diciamo come una crema dura. Far cadere questo composto delicatamente sui cupcake e cospargerli di codette della forma e colore che più vi piace.

venerdì 12 novembre 2010

Carote glassate al burro e miele


Un contorno semplicissimo, facilissimo, economicissimo, rapido da cucinare e che sposa bene con la maggior parte delle preparazioni a base di carne e volatili.




 500 gr di carote
25 gr di burro
un cucchiaino di miele (possibilmente non raffinato)

 In una padella, far sciogliere il burro a fuoco medio e versarci le carote tagliate a julienne fino a farle impegnare. Versare acqua quanto basta fino a coprirle, aggiungere un cucchiaino di miele e lasciar cuocere sempre a fuoco medio fino a che il liquido sarà ristretto ed evaporato, le carote cotte e lucide, come glassate.