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venerdì 16 marzo 2012

Torta gluten free al cioccolato bianco e alle rose, profumata al cardamomo...realismo magico in cucina



Maggio 1996, un foglio di carta arrotolato su sé stesso mi diceva che ero diventata giornalista. Quattro anni di studio si erano felicemente conclusi con un "summa cum laude" che ancora stentavo a credere. Avevo ventidue anni, lavoravo già per un quotidiano, in un posto in redazione di cronaca nera che non mi si addiceva affatto e nel team investigativo, quando c'era qualcosa da investigare, che mi piaceva un po' di più. Dicevano che avevo "fiuto", ma io questo fiuto credo di averlo sempre avuto solo per la cucina.
Scrivevo anche articoli indipendenti per la rivista inserta della domenica, a tema scelto da me, che mi davano quel respiro di cui avevo bisogno e mi permettevano fare quello che più adoravo. Scrivere. Io volevo scrivere. Non credo di avere un talento particolare, ma è quello che mi è sempre piaciuto fare più di ogni altra cosa al mondo, insieme a leggere e cucinare e di certo la copertura di incidenti e omicidi non era esattamente il tipo di giornalismo che avrei voluto esercitare per sempre.
Era un momento nella mia vita in cui sapevo che qualcosa doveva cambiare, ma titubavo su che strada prendere, anche perchè l'ottima riuscita accademica mi apriva varie possibilità. Nel ventaglio di offerte che mi si proponevano c'era: la proposta di essere parte della fiammante redazione di una nuova rivista al femminile, una borsa di studio a Boston, per studiare telematica e una borsa di studio completa a New York offertami dal professore di teorie della comunicazione, per un Master in fotografia, che a dire il vero, oggi rimpiango un po'.
Avevo pochi mesi per decidermi, mille pensieri come farfalle impazzite nella mia testa e un libro di Laura Esquivel sul comodino intitolato "Como Agua para chocolate".
Chi di voi ha letto quel libro può immaginare l'effetto che ha avuto in me. Avevo già scoperto e amato la corrente letteraria del realismo magico attraverso Isabel Allende e Gabriel Garcìa Marquez, ma Como Agua para Chocolate era differente: tutto un romanzo magico-realista che girava intorno alla cucina e alle storie che avvenivano per gli effluvi magici di ogni piatto che Tita, la protagonista, preparava. Attraverso ogni pagina mi si apriva un mondo fantastico, seducente e incantato e scoprivo che c'era un altro modo completamente nuovo per me, di parlare di cibo attraverso la scrittura che mi rapiva e conquistava parola dopo parola.
Laura Esquivel e il suo personaggio Tita mi hanno fatto scoprire la mia vera vocazione, che giaceva latente da qualche parte da tanti anni: scrivere sul cibo e raccontare storie.
E fu così contro ogni pronostico, dopo qualche ricerca, che volai a Panama City per prendere la specialistica in "food journalism", era quello che volevo, senza dubbio fatto per me e che non avrei mai scoperto se non fosse stato per quel libro e par la maniera in cui fu scritto.
Da allora ho cominciato a scrivere storie legate ad una ricetta mia e la specializzazione mi ha dato i mezzi per scrivere articoli relazionati con il cibo e le ricette di altri. Sono felice, perchè oggi amo ciò che faccio e faccio ciò che amo. Grazie a quel libro che è capitato sul mio comodino nel momento perfetto, come se qualcuno me lo avesse mandato apposta. Se non è realismo magico, questo...
Sul realismo magico avrei fatto la mia tesi del Master in letteratura latinoamericana, se la Francia e poi il Marocco non fossero entrati nei miei programmi, come fresca brezza di mare che semplicemente ti porta via. Ed è in Francia che nasce poi Burro e Miele, il mio unico mezzo per continuare a scrivere e pubblicare le mie storie e le mie ricette.

A Laura e a Tita dedico questa torta profumata, fatta interamente a mano come Tita l'avrebbe preparata, niente mixer, niente impastatrice, solo una frusta a mano, una grattugia e l'antico mortaio per far polvere il cardamomo. Ogni bacca di cardamomo ha una forma totalmente diversa dalle altre e nasconde un segreto che solo uditi attenti potranno ascoltare. Le rose apportano la loro delicatezza e penetrante profumo che ha il potere magico di far innamorare.
Tutte le imperfezioni della stesura della glassa sono volute, quei segni di spatola che sembrano orme di ditate che hano portato via la ganache sono fatti apposta, potete credermi o pensare che agli spiriti che annidano nella mia cucina, sia piaciuta la ganache al cioccolato bianco e alla rosa e siano passati di lì.
Realismo magico in cucina.

Grazie, Laura.




Torta al cioccolato bianco e alle rose, profumata al cardamomo



Ingredienti per una torta di 23 cm:

4 uova
125 gr di zucchero semolato
75 gr di farina di riso*
30 gr di amido di mais*
20 gr di farina di tapioca*
50 gr di cioccolato bianco*
10 bacche di cardamomo
burro e farina di riso, per lo stampo

per la ganache:
300 gr di cioccolato bianco*
115 gr di burro*
6 cucchiai di panna fresca*
6 boccioli di rose secche
185 gr di zucchero a velo*
1 cucchiaino di acqua di rose
boccioli di rose secche, per decorare

*Se fate questa torta per un celiaco assicuratevi che questi prodotti siano listati nel prontuario dell'Associazione Italiana celiachia o abbiano la spiga barrata sulla confezione.




Si comincia aprendo le bacche di cardamomo, per inebriarsi del profumo ed estrarne i semini che poi si pestano nel mortaio fino a ridurli in polvere, perchè diano il meglio del loro aroma. Poi si gratta il cioccolato, con la grattugia, dal lato più piccolo, più fine possibile.
Con la frusta, si sbattono le uova con lo zucchero, energicamente e per molto tempo, fino ad avere un composto spumoso, quasi cremoso, sul quale si setacceranno le farine e le si amalgameranno delicatamente, con una spatola, in movimenti avvolgenti, quasi una carezza, dal basso verso l'alto. Alla fine si aggiugeranno il cardamomo e il cioccolato, con gli stessi movimenti. Si unge una teglia con il burro e la si infarina con la farina di riso, si versa il composto e si inforna in forno già caldo per venti, venticinque minuti, ma sapete che i tempi dipendono da ogni forno.
Per la ganache, è necessario far bollire un minutino la panna con le rose e lasciarle in infusione qualche ora, in modo che possano emanare i loro effluvi e che la panna possa catturarli. A bagno maria, ma senza che il recipiente tocchi l'acqua, si scioglie il cioccolato insieme al burro, si toglie dal fuoco e ci si versa la panna filtrata, un cucchiaino di acqua di rose pura e lo zucchero a velo. Bisogna poi far raffreddare la ganache, fino a che abbia una consistenza spalmabile.
La torta, ormai completamente raffreddata, si taglia a metà e si farcisce con parte della ganache di cioccolato bianco e rose, si rimette in forma e si ricopre totalmente di ganache, con una spatola di metallo. Il movimento della ganache sulla torta dev'essere circolare per i bordi, ma ondulatorio e quasi imperfetto sulla superficie. Non si vuole in questo caso una torta perfetta, ma alquanto rustica nel suo aspetto e imperfetta, perchè le rose intere e i loro petali che si sparpaglieranno sulla superficie come decorazione, daranno quel tocco unico e quasi magico ma reale a tutta la torta.



Con questa torta partecipo al contest di Stefania



mercoledì 18 gennaio 2012

Quadrotti di torta-crumble alle ciliegie e acqua di rose


Incontri casuali.
Camminando tra i corridoi del supermercato, tra le mani la lista della spesa che sanguinava inchiostro dopo il passaggio dai surgelati, sembrava quasi una lettera d'amore disperata, con qualche lacrima caduta che ha fatto scivolare la tinta. Forse dovrei ricominciare a usare le biro, ma non mi va. E pensandolo bene, le mie liste della spesa in quel momento, due-tre mesi fa, erano sicuramente delle lettere d'amore, con ode alle dee muse della cucina, perchè tornassero da me.
Spingevo il carrello senza pensare, qui e li, prendo lo zucchero e un metro più in là mi soffermo sugli ingredienti essenziali per i dolci in cerca d'ispirazione: mandorle spellate, canditi vari, cioccolato in blocchi da due kili e se alzo lo sguardo..spuntano loro, vestite di rosso, scintillanti, intere e in liquido trasparente fluido. Un barattolo di ciliegie in conserva, non in maraschino, non in sciroppo, non candite, saranno mie, decido e quando le ripongo nel carrello i miei occhi incontrano delle bottiglie. Aromi. Guardo se forse, per miracolo nei paraggi ci fosse un estratto di vaniglia o qualche bacca, ma nulla, in Marocco sembra che non la conoscano neanche. Fiori d'arancio, Acqua di rose e altro ancora, acqua di rose! Con le ciliegie, l'ispirazione torna. Mi convinco che ciliegie e acqua di rose staranno insieme a meraviglia. E vi assicuro che avevo ragione; anzi, non io, ma la musa della cucina che aveva probabilemnte ricevuto una delle mie angosciate lettere in cui parlavo persino di chiudere l'amato Burro e Miele. Sollievo...
Sulla strada per casa penso e ripenso a cosa fare, di sicuro un dolce, ma quale? Non mi attira il solito plum cake, né una torta margherita trasformata centinaia di volte. Cerco tra i libri e le idee scorrono davanti ai miei occhi, troppo scontate, troppo complicate, troppo così, troppo cosà, ma in realtà sono io a non saper decidere come utilizzare tale preziosa combinazione. ed è anche il momento, privo di qualsiasi stimolo culinario e quella stanchezza che mordeva senza lasciarmi un momento.
Un vecchio libro in inglese, comprato in Costa Rica più di dieci anni fa mi fa l'occhiolino, sa che lo amo perchè le sue ricette riescono sempre e uguali uguali alle foto che propongono, un libro serio.
Ecco come sono nati questi quadrucci, quadrotti, torta crumble o come vogliate chiamarli voi: dall'incontro casuale di due ingredienti che volevano morire insieme e dalla ricetta suggerita da un buon, vecchio, caro libro.

La ricetta è presa dal libro "Fabulous Cakes and Bakes" di vari autori, edito da Smithmark, alla quale ho solo cambiato il nome, (Cherry Batter Cake si chiamava), aggiunto l'acqua di rose e convertita per voi da cups a grammi, prima di eseguirla, per cui andate alla sicura.


Torta-Crumble con ciliegie e acqua di rose

Ingredienti per una teglia di 33 cm x 23 cm (tipo quelle da rotolo, per intenderci)

per la base:
250 gr di farina
3 cucchiaini di lievito in polvere
85 gr di burro
200 gr di zucchero di canna grezzo
1 uovo, leggermente sbattuto
160 ml di latte
2 cucchiai di acqua di rose

per il crumble:
200 gr di ciliegie in conserva, al naturale
200 gr di zucchero di canna grezzo
60 gr di farina
1/2 cucchiaino di lievito in polvere
60 gr di burro




Scaldare il forno a 180° e preparare la teglia imburrata e foderata di carta forno.
Setacciare la farina e il lievito, aggiungere il burro, lo zucchero, l'acqua di rose, il latte e l'uovo e mischiare per bene per amalgamare il tutto, lavorare fino ad ottenere una pasta molto morbida e rigonfia, e stenderla con l'aiuto di una spatola nella teglia preparata.
Sulla pasta stesa, mettere a caso sparse le ciliegie scolate dal loro liquido di conserva.
Mischiare insieme il resto degli ingredienti del crumble e spargerlo con un cucchiaio sulle ciliegie.
Infornare per 40 minuti circa o fino a che avrà preso un bel colore oro scuro e il centro sia compatto.