Non avrei potuto scegliere un altro film per il contest di Patty, dato il momento. Non nego che dopo i tre meravigliosi maschietti che riempiono la casa e il cuore, vorremmo che l'inquilino che cresce nel mio ventre sia una bimba. "Speriamo che sia femmina", dunque e magari che sia come una delle meravigliose donne protagoniste di questo film.
Apparso nel 1986, Speriamo che sia femmina è forse uno dei film più importanti degli anni ottanta nel cinema italiano e a mio gusto, il migliore del regista Mario Monicelli, il film racconta la vita di una famiglia contadina carica di debiti e in declino economico e affettivo.
Perchè credo che questa torta somigli a questo film? Per i suoi ingredienti diversi di colore, sapore e consistenze miscelati insieme come la comicità e il dramma nel film.
Il cioccolato fondente, nero, amaro. è quella nota di dramma, di malinconia, e quel senso di amarezza che ci lascia nella sottile critica alla società italiana in quei tempi e nel rimpianto verso un modo di vivere che ormai giunge alla sua fine. Ma il cioccolato amaro è anche l'ironia mordace che risulta stemperata dalla tenerezza degli altri ingredienti, come l'olio e la ricotta.
Ricotta e zucchero, bianco, dolce rappresentano la tenerezza, l'altruismo, la comprensione tra i personaggi, la saggezza e benevolenza del personaggio di Elena (Liv Ullmann) sulle cui spalle si appoggia il peso dell'intera famiglia.
Ma cioccolato e ricotta sono anche i due opposti, nero e bianco, uomini e donne di questa pellicola, una viva contrapposizione tra la determinazione e la responsabilità che le donne assumono, quella forza e capacità di sopravvivenza capace di portare avanti un'intera famiglia, contro l'immaturità e la debolezza degli uomini, qui ritratti falsi e ipocriti, mariti infedeli e padri assenti che son capaci solo di far soffrire le donne.
Speriamo che sia femmina è infatti un film che esalta la donna. Un film sulle le donne e per le donne, che decanta e valorizza l'universo femminile come pochi nella storia del cinema Italiano. Ed ecco perchè quel duro e amaro cioccolato fondente è un cioccolato Madagascar, arricchito dalla vaniglia, frutto di un'orchidea bianca, simbolo della femminilità per eccellenza.
E come alla fine del film, non ci resta che dire "speriamo che sia femmina".
E come alla fine del film, non ci resta che dire "speriamo che sia femmina".
Torta alla ricotta e cioccolato Madagascar
125 gr di zucchero
125 ml di olio
250 gr di ricotta
60-100 ml di latte (dipende dalla ricotta)
250 gr di farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
150 gr di cioccolato Lindt Madagascar o qualsiasi fondente 70%
Sbattere l'olio con lo zucchero e aggiungere poi la ricotta, incorporare bene fino ad ottenere una consistenza cremosa. Fondere il cioccolato e incorporarlo alla crema di ricotta. Dopodiché aggiungere gli ingredienti asciutti (farina, lievito, sale, bicarbonato) e poi, poco a poco, versare il latte. La consistenza desiderata è quella di una mousse al cioccolato, per cui la quantità di latte dipenderà dalla consistenza e umidità della ricotta utilizzata.
Infornare in forno già caldo a 180° una quarantina di minuti.
Con questa ricetta partecipo al contest di Patty




