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martedì 25 settembre 2012

Torta di ricotta e cioccolato fondente..e "Speriamo che sia femmina!"




Non avrei potuto scegliere un altro film per il contest di Patty, dato il momento. Non nego che dopo i tre meravigliosi maschietti che riempiono la casa e il cuore, vorremmo che l'inquilino che cresce nel mio ventre sia una bimba. "Speriamo che sia femmina", dunque e magari che sia come una delle meravigliose donne protagoniste di questo film.

Apparso nel 1986, Speriamo che sia femmina è forse uno dei film più importanti degli anni ottanta nel cinema italiano e a mio gusto, il migliore del regista Mario Monicelli, il film racconta la vita di una famiglia  contadina carica di debiti e in declino economico e affettivo.
Perchè credo che questa torta somigli a questo film? Per i suoi ingredienti diversi di colore, sapore e consistenze miscelati insieme come la comicità e il dramma nel film.
Il cioccolato fondente, nero, amaro. è quella nota di dramma, di malinconia, e quel senso di amarezza che ci lascia nella sottile critica alla società italiana in quei tempi e nel rimpianto verso un modo di vivere che ormai giunge alla sua fine. Ma il cioccolato amaro è anche l'ironia mordace che risulta stemperata dalla tenerezza degli altri ingredienti, come l'olio e la ricotta.
Ricotta e zucchero, bianco, dolce rappresentano la tenerezza, l'altruismo, la comprensione tra i personaggi, la saggezza e benevolenza del personaggio di Elena (Liv Ullmann) sulle cui spalle si appoggia il peso dell'intera famiglia.
Ma cioccolato e ricotta sono anche i due opposti, nero e bianco, uomini e donne di questa pellicola, una viva contrapposizione tra la determinazione e la responsabilità che le donne assumono, quella forza e capacità di sopravvivenza capace di portare avanti un'intera famiglia, contro l'immaturità e la debolezza degli uomini, qui ritratti falsi e ipocriti, mariti infedeli e padri assenti che son capaci solo di far soffrire le donne.
Speriamo che sia femmina è infatti un film che esalta la donna. Un film sulle le donne e per le donne, che decanta e valorizza l'universo femminile come pochi nella storia del cinema Italiano. Ed ecco perchè quel duro e amaro cioccolato fondente è un cioccolato Madagascar, arricchito dalla vaniglia, frutto di un'orchidea bianca, simbolo della femminilità per eccellenza.

E come alla fine del film, non ci resta che dire "speriamo che sia femmina".


Torta alla ricotta e cioccolato Madagascar

125 gr di zucchero
125 ml di olio
250 gr di ricotta
60-100 ml di latte (dipende dalla ricotta)
250 gr di farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
150 gr di cioccolato Lindt Madagascar o qualsiasi fondente 70%





Sbattere l'olio con lo zucchero e aggiungere poi la ricotta, incorporare bene fino ad ottenere una consistenza cremosa. Fondere il cioccolato e incorporarlo alla crema di ricotta. Dopodiché aggiungere gli ingredienti asciutti (farina, lievito, sale, bicarbonato) e poi, poco a poco, versare il latte. La consistenza desiderata è quella di una mousse al cioccolato, per cui la quantità di latte dipenderà dalla consistenza e umidità della ricotta utilizzata.
Infornare in forno già caldo a 180° una quarantina di minuti.





Con questa ricetta partecipo al contest di Patty




venerdì 29 aprile 2011

Chocolate bisquit cake, quella buona di Menù Turistico




Oggi si sposa il principe William. Non è che la cosa mi interessi particolarmente ma...
La torta nuziale da lui scelta per il ricevimento serale è davvero buona.

bella rotonda
con quella ganache di cioccolato dappertutto
con i biscotti a pezzettoni
una vera e golosissima Chocolate Bisquit Cake, insomma.




La ricetta la trovate QUI, su Menù Turistico.

Per il principe William e sua moglie, spero che il loro amore li mantenga uniti come la ganache mantiene uniti i pezzettoni di biscotti di questa torta.

Per Alessandra e Daniela, parlando di unità, un coro di blogger vi esprimono oggi stima, affetto, amicizia e solidarietà.

da parte mia e del mio piccolo staff GRAZIE di questa ricetta specialmente gradita.



domenica 14 novembre 2010

Una vera torta Caprese, finalmente...


Se nei prossimi mesi ingrasserò, non sarà di certo colpa mia, né dell’inverno, né dello stress, no, se ingrasserò, sarà solamente colpa di Valentina, la regina del cioccolato.
Qualche giorno fa, vagavo in rete come sempre in cerca di nuovi orizzonti e idee e per caso, come succedono sempre le cose buone, mi sono ritrovata nel blog The Queen of Chocolate, che si è aperto davanti ai miei occhi niente di meno che con la torta Caprese.
L’ultima torta Caprese che ho mangiato fu la primavera scorsa, nella mia città natale: Formia, nel ristorante dell’albergo Villa Irlanda e il suo ricordo mi era rimasto attaccato alla mente e al palato. Ho cercato e ricercato quella ricetta, senza successo.
Per  chi come me vive all’estero da mezza vita, i sapori di casa restano nella memoria con un certo languore di nostalgia e non sempre le ricette che si trovano a destra e sinistra corrispondono alle vere, ma in questo caso, la ricetta di Valentina era proprio quella giusta.  Finalmente, son riuscita a fare una VERA torta Caprese.
L’unico difetto? La torta sembra essersi evaporata…non ne è rimasta che una misera fettina per farne la foto!  


Ingredienti:
175 gr di zucchero
175 gr di burro
175 gr di mandorle tritate
175 gr di cioccolato fondente al 50%
5 uova
30 gr di cacaco
1 bustina di lievito
60 gr di fecola di patate
1 pizzico di sale

Montate lo zucchero con il burro. Aggiungete i tuorli e il sale. Poi versate il cioccolato tritato, il cacao, la fecola e il lievito. In un'altra terrina montate gli albumi a neve. Mescolate delicatamente i due composti e alla fine aggiungete anche le mandorle.
Versate in una teglia imburrata e mettete in forno a 170 gradi per circa 45 minuti.


Nota: non avendo quel giorno il tempo di andare a far la spesa, ho usato quel che avevo in casa. Il mio cioccolato fondente era al 70% e la fecola era quella di mais (maizena).

Grazie Queen of Chocolate, il nome del tuo blog è davvero azzeccato!