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venerdì 22 aprile 2011

Involtini di sogliola...e le farfalle di Joaquim

Era seduto sempre allo stesso angolo di strada, con acquarelli colorati e pennelli consumati posti su di un tavolino piegabile, vecchio probabilemente come lui, macchiato come la sua camicia e pieno di solchi come il suo viso attorno a quegli occhi scuri come la pece.
Disegnava farfalle, le disegnava così bene che sembravano vere e le vendeva a pochi centesimi ai passanti.
Joaquim veniva da lontano, da una terra selvaggia in cui grandi farfalle  dai toni smaglianti volano libere fra gli alberi di una foresta umida e verde., e dove la gente vive di poco e sorride sempre. Con i suoi acquarelli sgargianti e pennelli consunti aveva viaggiato molto, sparpagliando il volo delle sue farfalle in vari angoli della Terra, cercando di portar con sé in ogni angolo di mondo quella terra che aveva lasciato dietro le sue spalle, in cerca di un futuro migliore per la sua famiglia, prima di rendersi conto che la vita semplice era più felice e che le farfalle libere erano più belle di quelle imprigionate in un foglio di carta e quel futuro che cercava, non fu mai migliore del passato lasciato fuggire.
Lo trovarono immerso nel sonno eterno in una via senza uscita a New York, i primi di gennaio quando le luci di Natale si spegnevano insieme al suo respiro. Se ne andò in punta di piedi e anonimo, con un pennello tra le mani e l'ultima farfalla non finita nel blocco di fogli di carta.
Si racconta che quel giorno, tutte le farfalle che aveva disegnato uscirono dalla loro prigione di carta e volarono tutte insieme in una nuvola multicolore e raccolsero la sua anima per riportarla a casa.




Involtini di sogliola

Ingredienti per 4 persone
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiaini di olio di sesamo
4 filetti di sogliola
1 porro e mezzo tagliato in sottile julienne
80 gr di pasta di riso cinese spezzata (quella trasparente)
1 uovo leggermente sbattuto
2 cucchiai di semi di sesamo
taccole e peperoni rossi per decorare e accompagnare




Preriscaldare il forno a 180° C. Mischiare la salsa di soia e l'olio di sesamo in un piccolo recipiente. Spennellare i filetti di sogliola da tutte e due i lati con la salsa. Mischiare poi quel che resta della salsa con i porri, la pasta e l'uovo e disporre questo miscuglio su ogni filetto, dopodichè arrotolarli, fermarli con uno stuzzicadenti e spolverizzare con i semi di sesamo. Infornare da 20 a 30 minuti, a seconda del grossore dei filetti e servire con le taccole al vapore e i peperoni crudi come contorno.



lunedì 21 marzo 2011

Tacchino ai broccoli e licis...e una chiave passepartout.

Siamo abituati a immaginarlo avvolto in un mantello rosso tessuto con le fibre della speranza e ricamato con nastri rosa di futuro. 
Vorremmo che si mantenga sempre con la tenerezza di un bambino appena nato, che crescesse di statura ma che non invecchiasse mai. 
Eppure anche quando è vecchio e si ammala, se ha una forza vigorosa, è capace di abbattere muri e cancelli quando ce ne è bisogno. Sa camminare in slalom fra gli ostacoli anche nella nebbia più densa e rialzarsi dalle cadute, malgrado a volte ha bisogno di un bastone per farlo.
Io lo conosco bene, ha persino imparato a non arrendersi, e a trasformare l'esistenza in una vita straordinaria, con la consapevolezza che per lui non esistono impossibili. È la costanza dei piccoli gesti e delle grandi attenzioni a mantenere il suo spirito giovane, anche se a volte zoppica, per corti periodi, minuti, istanti, prima di ritrovare il sorriso e la carica per sfondare le porte dell'incomprensione.
Neonato, giovane o vecchio, l'importante è mantenerlo vivo nelle profondità del cuore e riscoprirlo ogni giorno, come una sorpresa da scartare con entusiasmo, come una forza che ci trascina e come una chiave che apre ogni porta, se lo vogliamo veramente.
Parlo dell'Amore.

"L'amore è la chiave principale che apre le porte dell'impossibile"
Antico proverbio Cinese




Ingredienti per 6 persone
800 gr di pettto di tacchino tagliato a bocconcini
500 gr di licis, pesati sbucchiati e snocciolati
100 gr di funghi neri secchi
50 ml di acqua con un cucchiaino raso di zucchero
75 gr di germogli di bambù (in scatola)
1 broccolo
1 cipolla
2 cucchiai di olio di arachidi
sale e pepe 





Mettere i funghi a bagno nell'acqua tiepida per un'oretta, scolarli e ascugarli. Togliete i germogli di bambù dall'acqua e separateli. Tritare finemente la cipolla. In un wok, far scaldare l'olio e far dorare i bocconcini e riservarli poi in caldo. Far soffriggere la cipolla durante due minuti e aggiungere i broccoli tagliati a rametti, il bambù e i funghi. Rimettere i bocconcini nel wok, salare e pepare a piacere. Aggiungere l'acqua e zucchero, abbassare il fuoco, coprire e lasciar cuocere a fuoco lento per 15 minuti.
Aggiungere i licis e proseguire la cottura per altri 10 minuti.

Si possono anche usare licis in scatola, in questo caso, invece di acqua e zucchero, usate 50 ml del liquido di conservazione dei frutti.


Questa ricetta partecipa al contest de Il Gamberetto:

lunedì 28 febbraio 2011

Pollo Madras al riso basmati...e l'India del Dr. R.

Era un uomo molto alto, dallo sguardo calmo, sorriso facile e occhi dal colore dei mari incontaminati dei Caraibi e la luminosità di quello specchio che si forma sulla sabbia, quando le onde si ritirano.
Potrei scrivere pagine e pagine sulla sua storia, ricca di dettagli, colori e soprattutto amore al prossimo, la storia di un uomo partito verso l'India, solo e tradito, con un unico pensiero: aiutare.
Finanziato da un pugno di filantropi inglesi come lui, riuscì ad aprire un piccolo ambulatorio negli Slums di Delhi, per accogliere e curare chi ne avesse bisogno, in cambio solamnente di un sorriso.
Viveva di poco, lavorando tutto il giorno, tutti i giorni, senza mai accettare un pagamento.
Mi diceva di aver imparato a mai desistere di fronte alla morte, perchè in India la fine della vita aveva un significato differente che da noi, nessuno piangeva i defunti, perchè morire significava salire un gradino in più nella scala della reincarnazione e la speranza di una vita migliore dopo tanta sofferenza.
Ha visto i casi più disperati, gente andarsene con un sorriso, altri e di più, guarire e rimanere riconoscenti durante anni. I bambini, una volat guariti, ritornavano spesso, sorridendo alla vita, speranzosi e con regali: una statuina di terra, un poco di curry, una manciata di riso, un dahl, profumato e caldo, regali dal gran e profondo significato in quella cultura magica, colorata, sgargiata e sofferente.
Ebreo di stirpe, ma non troppo praticante, era l'esempio più reale di quel proverbio antico: "son più sante le mani che aiutano, di quelle che pregano", per lui non c'era tempo in India, l'orologio non esisteva, solo la corsa conto la morte, per salvare, curare o a volte, semplicemente sfamare un bisognoso.
-Se vuoi un mondo migliore, comincia a migliorare te stesso-, è l'insegnamento forse più prezioso fra i tanti che ho ricevuto da questa persona poi sparita dalla mia vita in un colpo di vento.

E fra le perle di saggezza, fra la filosofia indiana e la carità che non ha volto, colore o religione, da lui ho ricevuto anche una finestra aperta a un mondo di sapori: il curry, che per me non era altro che una polvere gialla, si trasformò in pregiate varietà: Balti, Bombay, curry verde, curry rosso e il curry Madras, color oro scuro, forte e robusto, con dominante di cardamomo e coriandolo, che divenne il mio preferito.




Ingredienti per 4 persone
4 petti di pollo
1 cipolla
2 spicchi d'aglio
3 lime
4 rametti di menta
3 baccelli di cardamomo
1 peperoncino rosso lungo
2 yogurt al naturale
300 gr di riso basmati
1 cucchiaio di Curry Madras
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di cumino in polvere
1 cucchiaino di grani di coriandolo

Tagliare i petti di pollo in bocconcini e tritare grossolanamente la cipolla. Rompere i baccelli di cardamomo e prelevarne i semi. Mischiare le spezie, la cipolla e l'aglio tritato con lo yogurt e salare leggermente. In una terrina, mettere i pezzi di pollo nella salsa di yogurt e lasciar marinare in frigo per un minimo di due ore. Scaldare il forno in posizione grill e mettere il pollo in un piatto da forno, aggiungere un poco di marinata sul fondo del piatto e sul pollo. Infornare per circa 20 minuti, girando i pezzi di pollo regolarmente per una cottura uniforme.
A parte, far cuocere il riso in modo pilaf e tenerlo a parte in caldo.
Servire il pollo sul riso, con menta, pezzi di peperoncino e il lime tagliato in quarti.




Con questa Ricetta e il mio adorato Currry Madras partecipo all'aromatico contest  
 di Verdecardamomo


mercoledì 23 febbraio 2011

Gamberi con mango e taccole...e un mondo in regalo

"Nascere è come ricevere un mondo intero in regalo..."
Jostein Gaarder 

Ho la fortuna di non aver mai perso quella capacità di meravigliarsi del mondo propria dei bambini. Dev'essere probabilmente perchè quella parte infantile, quel bambino che vive in me, non è mai cresciuto, o meglio, non gli ho mai permesso di crescere. 
Mi meravigliano ancora la neve che scende in silenzio, lo scricchiolio delle foglie secche sotto i piedi, i primi germogli della primavera, un bocciolo di rosa bagnato di rugiada in un mattino nebbioso.
Quando sono nata, ho ricevuto il mondo intero in regalo da Colui che lo ha creato. L'ho scartato pian piano, e continuo a farlo, per conoscerlo a fondo, viverlo, respirarlo, trasformarlo in parole.
Questo mondo che mi appartiene, vorrei scriverlo in tanti modi differenti come paesaggi che ci tiene in serbo e assaggiarlo come una sfera di cioccolato che ha prima uno e poi altri milioni di sapori differenti.
Lo afferro, stretto fra le mani, con i suoi profumi, colori vivaci o sfumati...parlo del mondo, racconto le storie che lui mi narra in sussurri, lo aspiro, lo assaporo. 
Metto insieme vari pezzi di origine diversa che danno vita a gusti nuovi, a sconosciute sensazioni, e io stessa sono parte di questo gioco, di questo girotondo intorno al mondo che ormai è la mia vita e ogni luogo camminato, ogni persona incontrata hanno emanato un'essenza che ho assorbito e fatta un po' mia, e che cerco di condividere offrendo un pezzo di questo regalo anche agli altri.
Questo mondo che il Creatore mi ha donato alla nascita continua a stupirmi con i suoi piccoli e grandi miracoli, riflessi, luci e passre di stagioni.
Alzo gli occhi verso il cielo, delicatamente azzurro stamattina e Lo ringrazio, come tutti i giorni.
Posseggo un universo in cui le differenze e i colori si tendono la mano e si scambiano d'essenza, dando di sé gli uni agli altri, come in cucina, dove una cipolla francese, dei gamberi indonesiani, delle taccole cinesi e un mango africano, pacificamente riuniti, hanno formato un equilibrato e delicato piatto orientale.




Ingredienti per 4 persone
400 gr di gamberi puliti e sgusciati
2 cucchiai d'olio di arachidi
2O gr di zenzero grattuggiato
1 cipolla tagliata prima a metà, poi a fette
300 gr di taccole
1 mango grande e maturo, affettato
2 cucchiai di salsa di soia

In un wok, scaldare l'olio e far soffriggere la cipolla e lo zenzero. Quando la cipolla sarà diventata semi trasparente, aggiungere i gamberi e farli rosolare muovendoli costantemente durante circa due minuti o fino a che i gamberi saranno diventati rosa. Aggiungere le taccole e cuocere ancora qualche minuto, fino a che saranno tenere.  Mischiare le fette di mango e la salsa di soia, cuocere durante un altro minuto e servire immediatamente.







Con questa ricetta partecipo al Contest Edo ergo sum di Cooking Elena

martedì 28 dicembre 2010

Pad Thai

Mi sono innamorata di questo piatto dalla prima volta che l'ho assaggiato, in un ristorante asiatico a San Josè, in Costa Rica.  Mi rapì immediatamente il suo sapore tenuemente agrodolce e allo stesso tempo acidulo, quasi citrico, ma non troppo, giusto una nota soave. E poi, la sua leggerezza abbinata ai sapori orientali che adoro...insomma, il piatto perfetto per le mie papille.
Ho provato a ripeterlo in casa, varie volte, ma c'era sempre un qualcosa che mancava. Ho sempre avuto un buon "olfatto" per trovare con successo gli ingredienti dei piatti assaggiati qui e li, di riconoscere le spezie, gli aromi, ma con il Pad Thai, il mio olfatto mi ha tradito varie volte, il che, devo confessarlo, era anche una buona scusa per tornare a tavola al Tin-Jo e capire i segreti di quel piatto e gustarne tanti altri.
Insomma, gusta che gusta, prova che prova, il pad thai era diventato per me un vero puzzle, del quale mancava un solo ultimo pezzetto per essere perfetto. Questo piatto conquistante, buono, ma dispettoso.
Alla fine ci sono riuscita, e quella parte di tenue agrodolce che mancava...mi credereste che l'ho risolta con un poco di ketchup?
Non credo che usino il ketchup in Tailandia, questo è poco ma sicuro, ma fra tutti gli esperimenti, è stato proprio l'aggiunta di quel pochino di quella famosa salsa rossa che mi ha dato l'esatto sapore ricercato, l'agrodolce del pad thai perfetto.
Ve lo presento:



Ingredienti per 4 persone
250 gr di tagliolini di riso orientali (quelli quasi trasparenti, per intenderci)
1 cucchiaio e mezzo di salsa Nuoc Mam
2 cucchiai di aceto di riso
1 o 2 cucchiai di succo di limone verde
1 cucchiaio di ketchup
2 cuccchiaini di zucchero
qualche grano di pepe rosso schiacciato
1 cucchiaio di olio di arachidi
120 gr di petto di pollo
un mazzetto di erba cipollina
2 spicchi d'aglio finemente tritati
120 gr di gamberi
100 gr di germogli di soja
1 carota grande grattata
coriandolo fresco
2 cucchiai di arachidi tostate non salate

Cuocete i tagliolini orientali seguendo le istruzioni del pacchetto, visto che ogni marca ha differente tipo di cottura, e lasciarli in caldo. Mischiate insieme la salsa nuoc mam, il succo di limone, l'aceto di riso, il famoso ketchup, lo zucchero e il pepe rosso.
In un wok (è preferibile, ma se no usate una padella) fare scaldare l'olio e farci soffriggere il pollo, l'arba cipollina e l'aglio. Fate cuocere rimuovendo fino a che il pollo sarà cotto ma non secco. Aggiungere quindi i tagliolini e rimuovere durante un minuto. Incorporate dunque i gamberi e i germogli di soja e far cuocere finchè i gamberi diventino rosa e opachi. Aggiugete quindi la salsa precedentemente preparata e girate e rigirate bene, finchè sia tutto completamente coperto e caldo, circa due minuti.
Mettere il tutto su un piatto da portata, e aggiungerci la carota e il coriandolo e spolverare di arachidi.

È un piatto assai leggero, povero di grassi e ricco in proteine, e davvero, ma davvero buono.

mercoledì 8 dicembre 2010

Curry di Aragosta e Gamberi

Ho appena comprato un atollo nel Pacifico, di quelli pieni di palme e spiaggia privata biachissima, e  anche una barca a vela inclusa nel prezzo. Mi sono ritirata in una capanna di cannucce, a giocare con i pellicani e a fare una vita di sole, mare, e pescare e mangiare solo pesce, aragoste e altri crostacei. Ho già piantato il mio orticello per avere le erbette sempre fesche e.... DRIIIIIIIIIIIIINNNNN
mannaggia, la sveglia!!!
proprio sul più bello...come sempre. E vabbè, ritorno qui a Bourges, nel Centro della Francia, dove il mare è lontano e fa un freddo che altro che pelicani, qui fuori ci sono i pinguini!
 Ma almeno le aragoste le ho trovate in offerta al supermercato, i gamberi li avevo surgelati e ho creato per voi questo fantastico (dico io) curry. 




Ingredienti per 4 persone
400 gr di code di aragosta baby
250 gr di code di gamberi
un cucchiaio d'olio di arachidi
1 cipolla bianca tritata
2 spicchi d'aglio tritati
mezzo porro tagliato a julienne
un pezzetto (circa 2.5 cm) di zenzero, finamente tritato
2 cucchiai di curry
la buccia e il succo di un limone verde
200 ml di latte di cocco (io ho provato a mungere un cocco ma non è uscito nulla, poi ho scoperto che lo vendevano in brick)
un mazzetto di coriandolo appena tritato
riso thai o basmati come contorno

Bisogna prima sgusciare le aragoste e i gamberi. Nell'olio caldo, fare un soffritto con la cipolla, aglio, porro e zenzero e versarci quindi le aragoste e i gamberi fino a che non cambino colore. versarci dunque il latte di cocco e aggiungere il curry. Dopo due minuti, aggiungere la buccia e il succo di limone e fate bollire durante un paio di minuti. Aggiungete i due terzi del coriandolo e mischiate fino a incorporarlo.
Spolverare il resto del coriandolo e servire subito insieme al riso.

giovedì 28 ottobre 2010

Sapore di Oriente a tavola


Mi piace innovare. Ogni giorno cerco di far provare alla mia famiglia un piatto differente. Certo, capita sempre una ricetta che si adotta, come un tesoro e si ripete ogni tanto, in mezzo alle novità che tempestano in tavola, ma in genere mi piace cambiare tutti i giorni e provare, scoprire qualcosa di nuovo, un ingrediente sconosciuto, una combinazione d’ ingredienti mai usata e così via.
Non sempre è facile, però, rinnovare le pietanze mettendo d’accordo i gusti di tutta la famiglia e il budget a volte limitato. Per questa ragione, colleziono libri di cucina e sono in costante ricerca di ricette da saggiare, osare, sfumare, cambiare, reinventare e personalizzare.
Ho preso la base di questa ricetta da un libro che si chiama “Cuisine gourmande a petit prix”, Editions Atlas, sotto il nome di “Salmone in Chop Suey” e come spesso capita, l’ho cambiata un poco, giusto per conferirle la mia impronta personale.
I sapori della cucina asiatica mi piacciono particolarmente, gli ingredienti usati in oriente sono abbastanza economici e i modi di cottura, sia al vapore, sia il “sauté”, conservano i valori nutrizionali delle pietanze, e il loro gusto rimane inalterato.
E allora, mano al wok, sempre meglio averlo, e se non l’avete, una padella fa lo stesso.

Avete bisogno di:
500 gr di filetto di salmone
erba cipollina al gusto (ne ho usati 40 grammi circa)
1 cipolla tagliata a fette fine
2 o 3 carote
1 pezzo di zenzero fresco
150 gr di fagiolini
200 gr di germogli di soia
2 cucchiai di salsa di soia
sale, pepe
olio di semi di girasole

Tagliate il salmone a strisce e le carote anche, a strisce sottili, con l’aiuto di un pelapatate. Sminuzzate lo zenzero e tagliuzzate l’erba cipollina. Sbollentate i fagiolini.

Nel wok, o nella padella, fate scaldare il minimo di olio necessario per non fare attaccare gli ingredienti e gettateci l’erba cipollina, la cipolla, le carote e lo zenzero, e fate soffriggere fino a che la cipolla sarà diventata trasparente. Aggiungete le strisce di salmone e con l’aiuto di due cucchiai o due spatole di legno, fate saltare il tutto, avendo cura di non rompere troppo il delicati pezzi di pesce.



Aggiungete i fagiolini, i germogli di soia e bagnate il tutto con la salsa di soia.
Salate e Pepate, tenendo in conto che la salsa di soia è già molto salata.
Se volete, potete servire il piatto su un letto di riso o di pasta cinese.


Per ancora più gusto, aggiungete qualche goccia di olio di sesamo, il suo sapore caratteristico che ricorda un poco le noci, rialzerà il gusto della preparazione ed è inoltre un alimento ricco di vitamina E.



Provate, e poi mi raccontate.